Bonarda al supermercato: degustazione alla cieca di 46 etichette. Regole e inganni di una Doc massacrata

Come riconoscere una buona Bonarda? Nella terra di tutti e di nessuno chiamata Oltrepò pavese, proviamo a fare un po’ d’ordine tra imbottigliatori e produttori del posto. E quello che è emerge dalla nostra degustazione alla cieca di 46 etichette di Bonarda presenti al supermercato è sconcertante.

In barba al disciplinare di produzione, ci siamo ritrovati a giudicare vini diametralmente opposti tra loro. Tutti, però, evidentemente passati con giudizio positivo della commissioni tecnica. Cui prodest?

IL DISCIPLINARE
Cominciamo facendo un po’ d’ordine. Per “Bonarda dell’Oltrepò pavese” si intende il vino ottenuto dal vitigno Croatina (85-100%), cui può essere addizionato fino a un massimo del 15% di Barbera, Ughetta (Vespolina) e Uva rara, congiuntamente o disgiuntamente.

Sui 46 campioni in degustazione, un buon 10% ha evidenziato un colore rosso scarico, penetrabile, letteralmente trasparente. Una vera e propria beffa alla Croatina, varietà ricca di polifenoli, sostanze responsabili del colore del vino. Ci aspettavamo vini piuttosto carichi e intensi. Ci sbagliavamo. O forse no.

Il rubino scarico di diverse etichette era tale da ricordare, piuttosto, il Pinot Nero: altro vitigno molto diffuso in Oltrepò pavese. Come è possibile? Una raccolta anticipata o tempi brevissimi di macerazione potrebbero spiegare il nuovo “stile” di proporre la Bonarda nella Grande distribuzione organizzata.

Un vino che diventa, così, ancora più semplice e beverino. Ma “un altro vino” rispetto a quello riportato in etichetta. Risponde a queste caratteristiche la Bonarda di quasi tutti gli imbottigliatori, non a caso penalizzata nella nostra valutazione finale, per la mancanza di tipicità e di intensità (“SV”, senza voto nella tabella sottostante).

Un vino per certi versi piacevole nella sua beverina semplicità e privo di grossi difetti gusto olfattivi (a parte un 2% dei campioni, letteralmente imbevibili). Parliamo comunque di lontani parenti delle Bonarda spumose, cariche di colore e profumi gradevoli e intensi che tutti conoscono. O conoscevano.

Il disciplinare – peraltro in fase di revisione in Oltrepò, con la proposta di esclusione della versione “ferma” – parla di “rosso rubino intenso“. Forse non a caso. Una definizione tecnica interpretabile a metà fra la tradizione e lo stile “sciacquato” di tanti imbottigliatori. Nel pieno rispetto di quelle regole all’italiana, che contengono l’inganno.

In questo quadro sconfortante, che solo un’onesta degustazione alla cieca può restituire all’onore delle cronache (a proposito: Dio benedica le blind) ci conforta la valutazione assegnata ad alcune aziende caposaldo dell’Oltrepò.

E’ il caso di Monsupello, cantina che si aggiudica il primo posto assoluto del nostro tasting.

Una Bonarda che si conferma all’altezza della qualità degli spumanti prodotti della casa di Torricella Verzate (PV). Una delle poche bandiere vere e senza tempo dell’Oltepò di classe.

Secondo e terzo posto del podio per l’azienda agricola Maggi Francesco di Canneto Pavese (PV). Una realtà storica, che affonda le sue radici negli anni Quaranta, che è stata in grado di rinnovarsi fino a proporre etichette di qualità, anche in Gdo (non è da tutti), sulla scorta della #mossaperfetta.

Quarto posto per il “Vigna delle More” di Isimbarda, azienda che trae origine dai Marchesi Isimbardi, di stanza a Santa Giuletta (PV) sin dal XVII secolo. Quinto posto per la Bonarda “La Gallina” 2017 di Giorgi, una delle più note realtà oltrepadane.

Nella “Top 10” c’è posto anche per La Travaglina, una delle cantine dal volto più “pulito” dell’intero Oltrepò pavese, non solo per la scelta di una viticoltura attenta all’ambiente, in una zona vocatissima e storica per la produzione della Bonarda frizzante come Santa Giuletta.

“I Grimani” della linea “Grandi Vigne” di Iper la grande i, è un vino che rispecchia appieno i suoi produttori, orgogliosi di risultare sull’etichetta della private label di Finiper.

Tra gli imbottigliatori spicca Toso Spa di Cuneo, che con la sua Bonarda “Fiocco di Vite”, in vendita nei supermercati Famila, sorprende con un’etichetta vera, dall’ottimo rapporto qualità prezzo e dal packaging straordinariamente agricolo e accattivante. Segno che non è tutto da buttare il lavoro delle cantine che operano in più regioni, se il focus resta fisso sulla tipicità locale.

Buon piazzamento anche per la Cantina di Canneto. Ottavo posto con una Bonarda “d’annata”, vendemmia 2016. La cooperativa di Canneto Pavese (PV) stacca di un punto “Rubiosa” della cantina Le Fracce di Mairano di Casteggio (PV).

Chiude la classifica delle migliori 10 Bonarda presenti al supermercato la monastica Fratelli Agnes. Una conferma assoluta, a riprova della caparbietà della schiva famiglia di Rovescala (PV), ai confini estremi della denominazione oltrepadana.

Le delusioni maggiori? Quelle che arrivano dai biologici di Quaquarini, ma anche da altre aziende blasonate come Fiamberti e Conte Vistarino. Un’azienda, quest’ultima, che ha dimostrato di trovarsi molto più a suo agio, anche in Gdo, con le etichette di Pinot Nero.

1 Monsupello Vaiolet 2015 94
2 Bonarda “Campo del Sasso” 2017, Maggi Francesco 93
3 Fatum 20 febbraio 2017, Maggi Francesco 90
4 Isimbarda Vigna delle More 2017 90
5 Bonarda Gallina 2017, Giorgi 88
6 Grandi Vigne I Grimani, La Travaglina 85
7 Fiocco di Vite, Toso 83
8 Bonarda Doc Frizzante 2016 Cantina di Canneto 82
9 Bonarda 2017 Le Fracce Rubiosa 81
10 Bonarda 2017 Vigna della Composta, Fratelli Agnes 81
11 Bonarda Cantine Volpi 81
12 Bonarda La Brughiera 2017, Giorgi 80
13 Bonarda C’era una volta, Guarini 80
14 Bonarda Cascina Gnocco 80
15 Bonarda Bricco della Sacca 2016, Fiamberti 80
16 Bonarda 2017, Conte Vistarino 79
17 Bonarda Guarini Bio 2017 78
18 Bonarda Terre di Bentivoglio 2017 78
19 Torrevilla 2017 78
20 Cantine Montagna 78
21 Antica Vinicola Broni 78
22 Quaquarini 78
23 Vistarino Conte Carlo 2017 77
24 Le Cascine 2017 77
25 Etesiaco Terre d’Oltrepò 75
26 Alziati Annibale 2017 75
27 Le colline Faravelli Santa Maria La Versa 75
28 La Costaiola 2017 74
29 Quaquarini Riva di Sass 2017 74
30 Quaquarini 2017 bio 73
31 Cantina di Canneto 72
32 La Piotta 72
33 Tenuta San Zeno, Zonin 70
34 Bonarda 2016, Giorgi 70
35 San Giorgio 2016, Az Agr di Perdomini Santa Giuletta 69
36 Tenuta Cassinello Giorgi 68
37 Tenuta San Francesco 2016 68
38 Terre Passeri, CP Srl Calco Cantine Pirovano 65
39 Bonarda Marchesola, Francesco Achilli 64
40 Pastori Electum Est 2017 SV
41 Poderi Longobardi L&T Srl Bosnasco SV
42 Il Montù 2017 SV
43 Bonarda Lidl, VEB SV
44 La Cacciatora SV
45 Le Rovole, Natale Verga SV
46 Vigne Nobili 2017, Natale Verga SV

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Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle "cause perse", vivo l'informazione come una missione di vita. E anche per questo ci bevo su

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