Brunello di Montalcino Docg 2006, Pian dell’Orino

Un ingresso in bocca elegante, col vino che scivola sul palato in maniera suadente, senza spigoli. Il primo bacio con il Brunello di Montalcino Docg 2006 di Pian dell’Orino è dritto, morbido.

Una leggera sensazione calda accarezza il palato. Tannino vellutato, sensazioni di frutta cotta ben bilanciata tra acidità e zucchero. Chiude come un grande Sangiovese deve fare dopo 11 anni: nelle morbidezze.

Il retro olfattivo è invece incentrato sulla spezia, a completare il quadro di un grande Brunello.

LA VINIFICAZIONE
Il Brunello di Montalcino si ottiene da un unico vitigno, il Sangiovese grosso. Le uve per questo vino vengono dai vigneti “Pian Bassolino” e “Cancello Rosso”, a Castelnuovo dell’Abate, frazione di Montalcino. Prima della vendemmia l’uva viene controllata direttamente sul tralcio per raccogliere un prodotto perfettamente integro e un livello ottimale di maturazione.

Le uve subiscono una seconda selezione manuale prima della diraspatura. Il processo di vinificazione avviene in tini d’acciaio inox dotati di un sistema di controllo della temperatura. A una prima fase di macerazione prefermentativa a freddo segue la fermentazione alcolica con fermenti indigeni a temperatura controllata non superiore a 34°C.

La macerazione postfermantativa, della durata di 2-3 settimane, conferisce al vino le caratteristiche strutturali idonee ad un lungo invecchiamento. Terminata la fermentazione il vino viene travasato in botti di rovere da 25 hl, dove avviene la fermentazione malolattica.

Dopo la permanenza in botte, per un periodo di 2-3 anni, quando il vino ha raggiunto un buon livello di affinamento, viene imbottigliato senza essere filtrato. Il Brunello rimane in bottiglia ancora un anno prima di essere etichettato e commercializzato.

PIAN DELL’ORINO
Sono circa 6 gli ettari su cui può contare Pian dell’Orino. La cantina si trova a pochi metri dalla Tenuta Greppo di Biondi Santi, proprio in località Piandellorino, a Montalcino. Un’azienda agricola fondata su un profondo studio della natura dei terreni e delle loro caratteristiche.

L’obiettivo, più che centrato, è quello di produrre vini di Toscana “dalla personalità molto spiccata, che riflettono il carattere di ogni vigneto in modo netto e riconoscibile”.

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