E se il successo del Prosecco fosse (anche) frutto dell’ignoranza dei consumatori?

EDITORIALE Un gusto morbido, armonioso, facile. Qualcuno direbbe “dolce”. C’è certamente la piacevolezza alla base del successo del Prosecco, in Italia e nel mondo. Quel che non si dice è che, forse, parte della ribalta internazionale delle bollicine venete (e friulane) è dovuta all’ignoranza del consumatore.

Una tesi che si palesa scorrendo le cronache internazionali, sul web. Nel mondo è ormai pratica comune accomunare lo Champagne (e il Metodo classico in generale) al Prosecco. L’ultimo in ordine cronologico è The Sun.

In un articolo del 14 novembre scorso, dall’eloquente titolo “FIZZ-TASTIC Cheap Champagne, Prosecco and Cava deals for Christmas 2018“, la “Digital Consumer Reporter” Alice Grahns segnala ai lettori del noto tabloid londinese – secondo quotidiano mondiale in lingua inglese con 3 milioni di copie al giorno per quasi 8 milioni di lettori – le “bollicine” qualità prezzo in vendita nei supermercati del Regno Unito: Tesco, Sainsbury’s, Waitrose, Asda, Marks & Spencer, Morrisons, Co-op, Ocado, Lidl e Aldi.

Nessun accenno ai differenti metodi di produzione. Solo un vago richiamo all’aspetto qualitativo, che “forse” (Alice usa proprio il condizionale!) influenza il prezzo finale di Champagne e Prosecco: “Of course, our price data doesn’t take into account the quality or taste of the alcohol so that may be reflected in the price“. E allora di cosa stiamo parlando? Di prezzo e basta, no?

Ma ancora più clamorosa è la didascalia di una foto che appare in testa al medesimo articolo: “You can save a lot of money by avoiding the branded Champagne bottles”. Avete capito bene: “Potete risparmiare un sacco di soldi evitando (di acquistare, ndr) i brand di Champagne più noti”.

Non è una bugia. Ma nell’articolo le alternative offerte non sono di maison di nicchia: bensì costituite da Cava e Prosecco in vendita da Lidl e Aldi, sostanzialmente sotto forma di “marca blanca” e “private label” (il “marchio privato” del retailer).

Tra l’altro, la questione della “marca privata” è molto pressante in Spagna, dove diverse aziende produttrici storiche di Cava stanno smettendo di produrre linee dedicate per i supermercati. Ponendo fine a una guerra al ribasso che ha consentito a catene come Lidl di portare a scaffale dei Cava a prezzi attorno all’euro, nella penisola iberica.

Cifre che un giorno, forse, si raggiungeranno anche in Italia, già invasa da sparkling spagnoli a prezzo risicatissimo, come raccontato ieri da Vinialsuper.

FRIZZANTE PATRIOTTISMO
E un po’ confusione l’ha fatta anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che intervenendo domenica a Vivite ha dichiarato: “Tanto meglio il Franciacorta e il Prosecco dello Champagne. Quello se lo tenessero i francesi, con tutto il rispetto”. Nazionalismo “duro” o sostanziale ignoranza sul Metodo?

A dar ragione alla tesi ignorantista, sempre all’ultima edizione del Festival del vino cooperativo andato in scena a Milano nel weekend, una delle rappresentanti di Novebolle Bolé, lo spumante per la quale la Romagna si è inventata una Doc: “E’ diverso da tanti altri prosecchi, perché è fatto con uve locali come il Trebbiano e il Famoso”.

Che pasticcio. “Prosecco” non è sinonimo generico di “spumante”, ma indica solo le “bollicine” Doc e Docg prodotte in Veneto (e Friuli), pressoché in purezza dal vitigno Glera. Abbiamo provato a far notare la cosa senza successo, evitando di passare per saccenti.

Ma a nutrire il sospetto che il Prosecco tragga vantaggio dalla sostanziale ignoranza del consumatore sono le tante chiacchierate con winelover esteri, avvenute sia in Italia sia fuori dai confini nazionali. La maggior parte degli stranieri interpellati conosce benissimo la differenza tra un vino “frizzante“, che considera spesso di scarsa qualità, e un vino “spumante”.

Pochissimi sanno invece che il Prosecco si ottiene con un metodo molto più semplice dello Champagne o del “Metodo classico” Franciacorta o Trento Doc (per citare le Denominazioni più note): il metodo Charmat, che non prevede la seconda fermentazione in bottiglia, utile a incomplessire il profilo del nettare. E allora è vero che l’ignoranza è mezzo marketing. Finché conoscenza non li separi.

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle "cause perse", vivo l'Informazione come una missione di vita. E anche per questo ci bevo su!

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