Fivi, le battaglie del Mercato 2018: voto nei Consorzi e indipendenza dei controlli

PIACENZA – Vignaioli Fivi pronti a dar battaglia istituzionale al Mercato 2018, in programma sabato 24 e domenica 25 novembre all’Expo Piacenza. Due le richieste, già presentate al Ministro dell’agricoltura, di cui si discuterà nell’assemblea dei Vignaioli di domenica mattina: la revisione del sistema di voto nei Consorzi del vino e la necessità di avere organismi di controllo indipendenti.

Quella sui Consorzi è una battaglia che Fivi sta portando avanti da almeno un paio di anni. Apertura è stata espressa di recente da Regione Lombardia. L’assessore Fabio Rolfi, intervistato da Vinialsuper, ha di fatto ammesso la necessità di un intervento che tuteli tutte le aziende del vino, oggi sotto il giogo delle cooperative.

Sempre ai microfoni di Vinialsuper, la coordinatrice settore vino dell’Alleanza Cooperative Agroalimentari, ha chiuso all’ipotesi di qualsiasi revisione dei meccanismi di rappresentatività.

“Le cooperative – ha sottolineato Ruenza Santandrea nell’intervista dello scorso 23 ottobre – fanno vino per venderlo e per dare reddito agli agricoltori. Capisco le istanze dei piccolissimi, ma li vedo anche molto divisi tra loro. Col nanismo non si va da nessuna parte e vorrei capire se esiste davvero un’azienda dove il socio che ha l’1% conta quanto quello che ha il 95%”.

I CONSORZI
“La situazione attuale in alcune aree del Paese – evidenzia Fivi – vede il potere concentrato nelle mani di poche aziende che producono la maggior parte del vino, detengono maggioranze non scalabili e decidono da sole le scelte strategiche dei Consorzi”.

“Il voto – attacca la Federazione – in questo modo è di fatto nelle mani di pochi grandi gruppi e cooperative, forti del fatto che i voti siano attribuiti solo in funzione della produzione vitivinicola dell’anno precedente, senza alcun riguardo per le ‘teste’: contano solo chilogrammi, litri e bottiglie”.

Fivi fa poi notare che “la delega viene espressa dai viticoltori, soci delle cooperative, una volta per tutte al momento della loro adesione”. “Ciò non solo spoglia in modo definitivo questi viticoltori dal diritto di voto in Consorzio – denunciano i vignaioli indipendenti – ma implica che cooperative con migliaia di ettari partecipino ai lavori dei consorzi con un peso che rende di fatto inutile la partecipazione di altri attori”.

Netta la posizione della presidente Matilde Poggi: “Quello che noi proponiamo per risolvere il problema e far tornare vivace la vita all’interno dei Consorzi è che le votazioni nell’assemblea debbano continuare a contare sulla maggioranza della produzione, ma che, accanto a questa maggioranza, debba aggiungersi una coerente percentuale di attori della filiera, che noi abbiamo identificato nel 40% degli iscritti al Consorzio. Chiediamo anche che le deleghe vengano raccolte in occasione di ogni assemblea”.

I CONTROLLI
Altro problema è quello degli organismi di vigilanza e certificazione. Capita spesso infatti che Presidenti e Direttori di consorzi siano nel CDA di questi ultimi, e che quindi governino anche il sistema dei controlli.

Su questo tema interviene il re del Timorasso, Walter Massa: “Quello che chiediamo è di creare una separazione netta fra gli organismi di amministrazione e quelli di controllo  istituendo il divieto di cumulo di cariche. Per evitare ogni problema abbiamo anche chiesto l’istituzione di un intervallo minimo di 5 anni fra la cessazione del ruolo all’interno dei consorzi e la possibilità di diventare amministratore o dirigente di un organismo di controllo”.

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Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle "cause perse", vivo l'Informazione come una missione di vita. E anche per questo ci bevo su!

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