“Li Cuti” di Cantina Coppola. Il Negroamaro che si crede un Nebbiolo

GALLIPOLI – Gioca a fare il Nebbiolo l’Alezio Doc Negroamaro “Li Cuti” di Cantina Coppola, nella verticale 2008-2015 organizzata nell’ambito del vasto programma di Radici del Sud 2018, in corso in Puglia. E la notizia è che, quel gioco, gli riesce pure bene.

Una degustazione che mostra tutte le potenzialità di un vitigno, il Niuru Maru, di cui si parla ancora troppo poco, in termini di possibilità (e capacità) d’evoluzione negli anni.

Un tasting che conferma il grande lavoro che sta compiendo la storica famiglia di produttori Coppola, tra l’altro custode ed unica depositaria della Doc Alezio. “Una realtà che sta contribuendo, attraverso la tutela di una Denominazione, a preservare una fetta di biodiversità in Puglia”, ha sottolineato Francesco Muci di Slow Wine, invitato da Giuseppe Coppola a coordinare l’evento.

Fil rouge evidente, in tutte le annate di “Li Cuti”. Sapidità iodica, traccia ematico-ferrosa, richiami alla macchia mediterranea precisi. E ancora: quel frutto capace di richiamare in maniera netta, quasi materiale, il succo dell’arancia rossa.

In bocca, le armi vincenti sono un’acidità ancora viva e un tannino presente, ma tutt’altro che invasivo. Tratti che distinguono la Doc Alezio e la rendono pressoché unica nel panorama pugliese. Tutti aspetti che rendono il Negroamaro ancora più affascinante, pur avendo “qualche” anno sulle spalle. Ampliando lo spettro degli abbinamenti con la cucina.

La prova? Il menu pensato dallo chef Francesco Tornese al ristorante 1489 Food Pop Gallipoli, gemma che completa l’offerta enoturistica della famiglia Coppola, all’interno di un camping ben attrezzato.

Il Negromaro risulta perfetto anche con un riso Acquerello profumato agli agrumi, con variante d’astice. O con dei trancetti di freschissimo tonno rosso del Mediterraneo su gelee di peperoni e barbabietola. Piatti delicati, che il Niuru Maru non compre. Anzi, esalta in maniera sublime.

LA DEGUSTAZIONE
Alezio Doc Negroamaro 2008 “Li Cuti”
Il colore tiene, eccome. Solo l’unghia tende a un vago granato. Al naso note di arancia rossa succosa, macchia mediterranea, iodio e ferro. Ma anche resina, fico secco. Qualche sbuffo di zafferano e richiami vegetali alla carruba.

In bocca, il Negroamaro entra sapido e fruttato. Per poi aprirsi su un’acidità che conferisce verticalità al sorso. Come in un moto d’orgoglio contro gli anni che passano. A mostrare i muscoli, ancora giovani, ci pensa un tannino preciso, perfettamente integrato. Il sorso chiude speziato, sullo zenzero (voto 92/100).

Alezio Doc Negroamaro 2010 “Li Cuti”
A conti fatti, il naso più “grasso” della batteria, cui si arriva dopo aver ammirato il bel rubino concentrato che veste il calice. Fico maturo, dattero. Poi liquirizia e caffè. Assieme a una vena “toffee”.

Il campione 2010 è l’unico della verticale in cui non si verifica corrispondenza gusto olfattiva. Ma la cosa non dispiace affatto. Al naso piuttosto “femminile” rispondono una gran freschezza al palato, unita alla consueta salinità tipica dei vini della Doc Alezio.

Alezio Doc Negroamaro 2011 “Li Cuti”
Annata più calda della precedente in Salento. Al naso il tabacco dolce completa un’offerta come sempre generosa di frutta e mineralità. La sorpresa è la foglia di pomodoro: un sentore netto, che va a impreziosire ulteriormente il corredo della macchia mediterranea. Tannino vivo in bocca, ma tutt’altro che verde (voto 92/100)

Alezio Doc Negroamaro 2012 “Li Cuti”
Annata difficile in Salento, capace come poche di evidenziare la mano del bravo viticoltore. Naso consueto da arancia sanguinello e ancora quella nota “toffee” avvertita nella 2010.

In bocca grande esplosione di freschezza che, unita alla salinità, contribuisce a far salivare. Ci pensa il tannino a bilanciare tutto, con colpi netti quanto le schiacciate di un pallavolista. Il finale è splendido, su note lunghe e precise di liquirizia e iodio. Forse, al momento, il Negroamaro più “gastronomico” di casa Coppola.

Alezio Doc Negroamaro 2013 “Li Cuti”
Il naso più erbaceo della batteria, di contorno a una speziatura viva. Ancora quella nota d’arancia iniziale, unita a quella della liquirizia in un perfetto quadro di corrispondenza olfatto gusto. Il sorso è balsamico e il vino mostra buone potenzialità di affinamento.

Alezio Doc Negroamaro 2015 “Li Cuti”
Vorrei incontrarti fra 10 anni. Con un mazzo di rose in mano, comprate apposta per questo evento. Oggi, il “Li Cuti” 2015, è un Negroamaro godibilissimo ma ancora giovane. E la lezione ce la insegna chi l’ha preceduto in batteria.

A esaltare il naso – e poi anche il palato – sono note di frutti di bosco di rara pulizia per i vini del Sud Italia e, in particolare, per quelli pugliesi. Note che con un volo pindarico fanno pensare a certi Pinot Nero del nord del Paese. In bocca la freschezza dell’acidità allarga il sorso, coccolato da una equilibrata vena glicerica.


Le uve utili alla produzione dei Negroamaro “Li Cuti” sono raccolte a mano, generalmente nella seconda settimana di settembre, a partire dalle 4 di notte, fino alle 9.30 del mattino.

Ogni mezzora è previsto il conferimento delle cassette in cantine, per conservare le proprietà organolettiche dell’uva. La fermentazione sulle bucce ha una durata di 5 giorni.

Cantina Coppola utilizza la tecnica del cappello sommerso, per favorire l’estrazione. I lieviti sono selezionati in collaborazione con l’università del Salento, a partire dalla vendemmia 2013.

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Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle "cause perse", vivo l'Informazione come una missione di vita. E anche per questo ci bevo su!

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