Oro, Nero, Rosso: ecco i colori della Peroni Gran Riserva

Da pochi mesi Peroni ha lanciato il nuovo design per le birre della sua linea Gran Riserva. Tre nuove etichette di originale forma pentagonale in tre nuovi colori, Oro Nero e Rosso, con ben in vista il nome della linea “Gran Riserva” oltre al caratteristico logo Peroni “a biscotto”.  All’interno delle bottiglie birre già collaudate sul mercato: Gran Riserva Puro Malto, Gran Riserva Doppio Malto, Gran Riserva Rossa.

A dispetto della recente tendenza di alcuni birrifici industriali di imitare, o tentare di imitare i sapori tipici delle birre artigianali e nonostante i tre cambi di capitale da cui è passata l’azienda, Peroni mantiene fede alla sua tradizione, con prodotti pensati e sviluppati nel corso degli anni, sempre nello stile della casa. Nuovi look dunque, ma stessi prodotti: noi di vini al supermercato li abbiamo assaggiati.

LA DEGUSTAZIONE

Peroni Gran Riserva Puro Malto (5,2%)
Nata nel 2014 è la più giovane della linea. Di colore dorato molto brillante si presenta nel bicchiere con una schiuma bianca e fine.  Al naso è delicata, con leggere note tostate. In bocca è rotonda con una grande facilità di beva: il sapore di malto è pulito, sincero e smorzato dalla nota amara del luppolo presente, ma non molto persistente. Un insieme che contribuisce a creare un prodotto equilibrato e scorrevole al palato.

Peroni Gran Riserva Puro Malto è prodotta con malto 100% italiano e con la tecnica di “doppia decozione”, tecnica filo conduttore della gamma Gran Riserva. Per donare alla birra i suoi particolari sentori, il composto di malto ed acqua viene scaldato e portato ad ebollizione due volte (da qui il termine “doppia decozione”)  anziché una.

Peroni Gran Riserva Doppio Malto (6,6%)
Nata nel 1996 per celebrare i 150 anni di attività dell’azienda, la Peroni Gran Riserva Doppio Malto è una bock prodotta con doppia decozione e con utilizzo di malti caramellati. Di colore dorato pieno con schiuma bianca mediamente persistente al naso rivela una leggera speziatura, probabilmente dovuta alla scelta dei luppoli.

In bocca è più intensa della Peroni Gran Riserva Puro Malto, ma altrettanto equilibrata con la dolcezza dei malti controbilanciata dal gusto amaricante del luppolo. Mediamente persistente ha un finale leggermente fruttato.

Peroni Gran Riserva Rossa (5,2%)
La Gran Riserva Rossa  è la decana della linea: dagli anni ottanta è sul mercato con la sua ricetta invariata che prevede l’uso di malto ambrato italiano dal quale deriva il colore. In questo caso la tecnica di decozione multipla è declinata in “tripla decozione”: ben tre fasi di cottura.

Tecnica più “impegnativa” dal punto di vista produttivo che però regala birre molto morbide. Questo stile di birra a bassa fermentazione è detto Vienna Lager ed è un stile tipicamente austriaco introdotto da Anton Dreher nel 1840, oggi molto poco utilizzato e con difficoltà di reperimento sul mercato.

All’analisi gustativa la Peroni Gran Riserva Rossa si presenta rosso rubino con schiuma bianca e fine. Al naso rivela una dolcezza maggiore delle precedenti. Dolcezza confermata al palato dalle note di caramello e malto fuse insieme che regalano una gran facilità di beva. Una birra rotonda di buona morbidezza, poco amara e corposa al palato con un finale mediamente persistente.

L’ANALISI DI MERCATO
Nonostante l’evoluzione del mercato verso “birre diverse”, una grossa quota di consumo è ancora legata a prodotti semplici e di basso prezzo. Nè è conscia Peroni che propone la sua linea Gran Riserva arricchita di profumi e sapori, ma legata alla tradizione.

Secondo Assobirra, tre quarti delle birre consumate in Italia appartengono ai segmenti “Main Stream” (49%) e “Premium” (26%), cioè birre più “semplici”. Un’ Italia brassicola che, con vicende alterne, ha guadagnato importanti quote di export nell’ultimo decennio. Se nel 2005 erano 0.7 milioni gli ettolitri di birra, nel 2015 l’export è salito a 2.3 milioni (+217.8%).

Nello stesso periodo ’import è passato da 5.2 milioni di ettolitri a 6.9 milioni (+32.8%). In sostanza il saldo commerciale è pressoché costante (circa 4.5 milioni di ettolitri), in linea con i costanti dati di consumo, e copre mediamente il 25% del nostro consumo interno.

Il Paese dal quale viene importata la maggior parte della birra è la Germania (oltre il 47% costante negli ultimi 4 anni). Il paese le cui birre “porta bandiera” sono le lager e le pilsner “di pronta beva”; altro importante sintomo del mercato.

Ecco quindi più che giustificata la scelta commerciale di Peroni di restare ben posizionata sul mercato del consumo “massivo” di birra, affiancando negli anni alla classica Peroni Lager (poi tradotta anche nelle versioni Radler e senza glutine) tre prodotti a bassa fermentazione che si differenziano per una maggiore intensità, ma che si rivolgono comunque alla fascia più bassa (e più consistente) di consumatori.

Tornando ai numeri invece Il maggior importatore di birra italiana è il Regno Unito. A quanto pare lì, in Oltremanica non piace solo “The Italian Prosecco”. I cittadini di Sua Maestà hanno bevuto nel 2015  ben 113 milioni di litri di birra, un consumo quasi pari a quello di Prosecco nel 2016 (164 milioni di litri).

Prezzo: 1.39 euro (50cl)
Acquistate presso: Esselunga

Profilo autore

Giacomo Merlotti
Giacomo Merlottig.merlotti@vinialsupermercato.it

Ingegnere per formazione, manager per professione, sommelier per passione. Un amore ardente per il whisk(e)y che fluisce attraverso birra e vino. Grande curiosità e voglia di conoscere, che si traduce in voglia di condividere. Perché condividere la cultura arricchisce tanto chi riceve quanto chi dona. Slàinte!


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