Parola d’ordine “tipicità”. Radici del Sud modello per i concorsi enologici

BARI – La “tipicità” come valore aggiunto nella descrizione di un vino. Perché “vista”, “naso” e “bocca” dicono tanto. Ma non tutto. Radici del Sud, manifestazione giunta quest’anno alla sua XIII edizione – tuttora in corso in Puglia e alla quale stiamo partecipando (seguiteci qui) – costituisce in questo senso un modello assoluto. Un “unicum” da imitare. E riproporre in tutti i concorsi enologici nazionali.

Su 100 punti a disposizione dei giurati per stabilire lo “score” dei vini degustati alla cieca, ben 18 – quasi il 20%, dunque – costituiscono quelli relativi alla “tipicità”. Un marchio di fabbrica che Nicola Campanile, ideatore e promotore del concorso, ha voluto mettere nero su bianco tra le “discriminanti” utili al punteggio finale di ogni singola etichetta.

“Radici del Sud, col suo Salone dei Vini e degli Oli meridionali – spiega Campanile – è divenuta ormai la più importante vetrina per i produttori del Meridione. Una manifestazione che mira a promuovere le eccellenze enologiche del Sud Italia non può che puntare tutto sulla ‘tipicità’, valorizzandola anche in termini effettivi, ovvero di score finale”.

“In questo senso – continua Campanile – Radici del Sud non si ripropone solo come concorso enologico, in cui si stabilisce quale vino è migliore di un altro. Questa è la culla del Meridione d’Italia, in cui sono presenti oltre 300 vitigni autoctoni. Un patrimonio da preservare e valorizzare, sostenendo chi promuove qualità e tipicità”.

A pochi giorni dalla proclamazione dei vincitori – prevista per lunedì 11 giugno, con tanto di gala al Castello di Sannicandro di Bari – si può già dire che Radici del Sud 2018 sia stato un successo. Da imitare ed esportare.

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Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine, difensore degli oppressi, patrono delle "cause perse", vivo l'informazione come una missione di vita. Da svolgere senza peli sulla lingua. E anche per questo ci bevo su

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