Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2015 Vigne Veggie, Massimo Alessandri

Sotto la lente di vinialsuper, per la sezione “Horeca”, dedicata ai vini in vendita solo nelle enoteche e in ristorazione, Il Pigato Vigne Veggie di Massimo Alessandri.

Il nome Pigato deriva dal dialettale “pigau”, che significa macchiato. Raggiunta la piena maturazione, piccole macchie scure (le “pighe”) ricoprono gli acini rendendoli decisamente poco attraenti alla vista.

Basta assaggiare qualche buon vino Pigato, però, per accorgersi che quelle macchie non sono affatto difetti. E che da quei chicchi “sporchi” possono nascere grandi vini.

LA DEGUSTAZIONE
Il Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2015 “Vigne Veggie” di Massimo Alessandri si presenta giallo paglierino tenue, con ancora accenni lievemente verdolini. Il naso è intenso e complesso, dolce e panciuto, di fiori d’acacia, mela dolce e matura, mandorla, erbe aromatiche e iodio.

L’ingresso in bocca potente, di corpo deciso. L’alcool e la frutta matura da una parte e soprattutto la sapidità dall’altra, ne fanno un vino nel complesso equilibrato, anche se la sensazione alcolica è un po’ troppo evidente, il che ne penalizza la bevibilità. Il finale è lungo e speziato di liquirizia e pepe bianco. Un buon Pigato che manca di un po’ di finezza complessiva per diventare grande.

LA VINIFICAZIONE
Il Pigato “Vigne Veggie” di Alessandri è ottenuto da uve provenienti dall’omonimo vigneto “Vigne Veggie”, situato a Ranzo, nell’entroterra di Albenga, zona tra le più vocate per questo vitigno. La fermentazione avviene per il 90% in acciaio e in tonneaux di rovere da 600 litri per il restante 10%.

Massimo Alessandri inizia a produrre il proprio vino nel 1996 ed in poco tempo diventa uno dei più affidabili produttori di Pigato della regione. Tutti i vigneti si trovano nel Comune Ranzo. Dello stesso produttore è possibile trovare Vermentino, Granaccia e persino un Syrah in purezza.

Profilo autore

Denis Mazzucato
Denis Mazzucatoredazione@vinialsupermercato.it

Nato e cresciuto nella capitale del Monferrato, terra di zanzare, nebbia, Grignolino e Barbera. Informatico per mestiere, musicista per passione, sommelier per destino. Quarant’anni e ancora voglia di studiare, scoprire, progettare e mettermi in gioco. Non so ancora cosa farò da grande e spero di non scoprirlo mai

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