Prosecco, primo calo dell’export UK. Largo al Prosecco Rosé?

E’ arrivato il momento di calare l’asso nella manica, ovvero il Prosecco Rosé? La battuta d’arresto delle esportazioni di Prosecco nell’United Kingdom (UK) lascia spazio a scenari calcistici.

Per la prima volta si registra una inversione di tendenza dalle parti della Regina Elisabetta, con il calo del 7% delle bottiglie esportate in Gran Bretagna dopo oltre un decennio di crescita interrotta del Prosecco.

Il dato emerge da una analisi della Coldiretti e riguarda il primo semestre 2018. Se da un lato la flessione può essere considerata fisiologica, dall’altro sembra da mesi evidente la preoccupazione anche in Italia.

Non a caso, ad aprile, proprio a Vinitaly 2018, il presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, Stefano Zanette (nella foto sotto) non escludeva la possibilità di allargare il disciplinare a una versione Rosé.

Un’apertura alle pressioni di alcuni tra i maggiori produttori. Segno una necessità di “battere il ferro mentre è caldo”. “L’idea circola da tempo – affermava non a caso Zanette – e, qualora dovessimo attuarla, è necessario farlo in un momento di crescita del prodotto. Altrimenti verrebbe percepito come ripiego“.

Un ripiego, appunto. Come il panchinaro chiamato a salvare la squadra agli sgoccioli del match. Lo shock sui mercati arriva peraltro in occasione dell’annuncio del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk di un vertice straordinario “per evitare il fallimento del negoziato in seguito alla Brexit”.

Di fatto, oggi, più di una bottiglia di Prosecco consumata all’estero su quattro viene stappata in Gran Bretagna, maggior consumatore delle bollicine veneto-friulane. Davanti anche agli Stati Uniti.

E’ LA BREXIT IL PROBLEMA?
Le tensioni determinate dai negoziati sulla Brexit, l’andamento dei tassi di cambio ma anche alcune fake news nazionalistiche destinate a screditare le bollicine italiane (fanno male allo smalto dei denti) sarebbero, secondo Coldiretti, alla base del calo.

“La situazione sul mercato inglese – precisa la Coldiretti – non scalfisce l’ottimismo dei produttori di Prosecco la cui vendemmia è appena iniziata in anticipo di una decina di giorni con una previsione di rese per ettaro di qualche punto percentuale superiore al 2017”.

Coldiretti evidenzia poi che “le stesse vendite dello spumante italiano all’estero, complessivamente, fanno segnare un record storico nel 2018, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto agli andamenti positivi di Stati Uniti ed in Germania”.

La domanda estera è una ottima premessa per la vendemmia che si prospetta di buona qualità, con un raccolto in aumento dal 10% al 20% rispetto allo scorso anno. Un dato che pone l’Italia al primo posto nel mondo come Paese produttore di bollicine, con un quantitativo che sfiora 700 milioni di bottiglie, di cui circa due su tre di Prosecco.

“A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane, come l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia ingiustamente quasi l’85% del Made in Italy a denominazione di origine (Dop)”.

“A meno di un anno dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, peraltro – conclude Coldiretti – non è stato ancora raggiunto un accordo sul riconoscimento e la tutela dei prodotti agroalimentari a Denominazioni d’origine sul mercato britannico, con il rischio di un via libera a imitazioni e tarocchi, dal Parmesan al falso Prosecco fino al Chianti, Barolo e al Valpolicella in polvere”.

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Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle "cause perse", vivo l'informazione come una missione di vita. E anche per questo ci bevo su

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