The Glenlivet: sei assaggi esclusivi al Milano Whisky Festival

Correva l’anno 1822 quando Re Giorgio IV chiese, durante una visita ufficiale in Scozia, un bicchiere di Glenlivet. Il whisky scozzese allora era ancora illegale, ma il fatto che il Re stesso d’Inghilterra ammettesse di berlo (ed apprezzarlo) fu la scintilla che spinse verso la legalizzazione del distillato delle Highlands. Nel 1824 Glenlivet fu, storicamente, la prima distilleria scozzese legalmente registrata.

Il tempo è passato e la distilleria ha continuato a crescere in volume e qualità, anche attraverso le battaglie legali negli anni ’60 per la registrazione del marchio (da cui l’aggiunta dell’articolo “The” nel nome ufficiale della distilleria), arrivando oggi ad essere un’incona nel mondo del Single Malt Scotch Whisky ed a contendersi il primato di distilleria più grande di Scozia coi suoi 12 milioni di litri di alcool prodotti ogni anno.

Milano Whisky Festival ha dato la possibilità ad esperti ed appassionati, lo scorso 28 febbraio, di degustare ben sei diversi prodotti della distilleria, alcuni non più in commercio.

LA DEGUSTAZIONE
15 y.o. French Oak Reserve
, 40%. Strutturato e ricco. Invecchia per ben 15 anni in botte di rovere francese nuove, arricchendosi in morbidezza e note fruttate. Ed eccole le note fruttate emergere già al primo naso, frutta fresca a polpa bianca e gialla, note vagamente esotiche di mango ed una leggera speziatura (cannella). Chiude una piacevole nota agrumata. Morbido in bocca, libera al palato gli stessi profumi del naso.

18 y.o., 40%. Botti ex-sherry ed ex-bourbon per questo prodotto, simbolo stesso della distilleria. Soli 3 anni di differenza dal precedente eppure i due whisky non potrebbero essere più diversi. Ricchezza e finezza per il 18 y.o.; se le botti da sherry donano spezie e complessità, il legno americano dona larghezza e dolcezza. Ecco quindi emergere cannella, pepe nero, cuoio, tabacco a fianco di pere, arancia, vaniglia e miele.

Nadurra First Fill, 63,1%. “Nadurra” in gaelico significa “Naturale”, è la parola con cui The Glenlivet identifica i propri prodotti imbottigliati “Cask Strength” (a forza di botte), cioè a gradazione piena.

Questo batch è un Ex Bourbon First Fill, vale a dire che è ottenuto usando botti americane ex bourbon al loro primo riempimento in Scozia. Grande alcolicità sia al naso che al palato, occorre adeguare un poco i sensi per poterlo capire ed esplorare.

Bouquet intrigante ricco di vaniglia e frutta fresca supportate da una fresca nota citrica, ben presente la nota dolce del malto. Con l’aggiunta di una goccia d’acqua emergono più marcate le note dolci fruttate ed i sentori di legno.

Nadurra Peated, 61,8%. Stessa distillazione del precedente ma con un finishing (si vocifera di un anno, ma non vi sono informazioni ufficiali da parte della distilleria) in botti che hanno precedentemente contenuto whisky torbato. Al naso ricorda il precedente, ma in bocca esplode la torba con sentori fumosi e salmastri.

Single Cask Meiklour, 58%. Un 17 anni, non filtrato, che prende il nome da un paesino vicino Perth importante snodo per il contrabbando nell’epoca del whisky illegale. Un modo per The Glenlivet di rendere omaggio alla propria storia.

Morbidezza da vendere, frutta a non finire con mela e pera in prima evidenza. Tipiche dolcezze delle botti americane come vaniglia e cannella. Un whisky corposo e pieno che non smette mai di sorprendere.

Single Cask Uisge Beatha, 60,2%. Imbottigliato, non filtrato, nel 2012 dopo 16 anni in botte ex sherry. Un prodotto ormai non più in commercio, che regala sensazioni uniche. Un solo anno di differenza nell’invecchiamento rispetto al barile precedente, ma anche quì le differenze sono enormi.

Ricchissimo di sentori speziati. Cuoio, tabacco da pipa, cannella, pepe bianco e nero. Note di frutta disidratata come albicocca o prugna. Secco, quasi tannico al palato. Complesso, elegante. Persistenza infinita.

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Profilo autore

Giacomo Merlotti
Giacomo Merlottig.merlotti@vinialsupermercato.it
Ingegnere per formazione, manager per professione, sommelier per passione. Un amore ardente per il whisk(e)y che fluisce attraverso birra e vino. Grande curiosità e voglia di conoscere, che si traduce in voglia di condividere. Perché condividere la cultura arricchisce tanto chi riceve quanto chi dona. Slàinte!

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