Torrevilla: la “big” in campo per la qualità in Oltrepò pavese

“Pronti alle nuove sfide della sostenibilità e della qualità”. Così Torrevilla si presenta sul proprio sito web aziendale.

Con 200 soci, 600 ettari vitati e 2,5 milioni di bottiglie, la cantina sociale di Torrazza Coste (PV), attiva ovviamente anche in Gdo, sta cercando di imporre all’Oltrepò pavese “nuove prospettive”.

E’ Torrevilla, di fatto, a guidare la marcia di allontanamento di 15 aziende oltrepadane dal “nuovo” Consorzio di Tutela Vini, la cui costruzione si è bruscamente interrotta dopo la nomina dei consiglieri.

“Un’investitura – spiega in esclusiva a vinialsuper il direttore di Torrevilla, Massimo Barbieri – che ha visto l’esclusione di alcune persone di garanzia, utili alla prosecuzione del cammino intrapreso dopo il positivo esito dei nuovi disciplinari, votati a fine febbraio”.

“Il voto è stato espresso in maniera assolutamente legittima – precisa Barbieri – ma il meccanismo di rappresentatività dei Consorzi andrebbe rivisto e, per questo, stiamo pensando di rivolgerci direttamente al Ministero. Con il sistema attuale le minoranze non sono affatto tutelate”.

L’obiettivo locale resta invece incerto. “Comunicheremo a tempo debito cosa intendiamo fare”, annuncia il direttore di Torrevilla. Quel che è certo è che l’attuale Consorzio abbia perso l’erga omnes, ovvero il ruolo di controllo e vigilanza – in materia di Denominazione e Indicazione – su tutte le aziende del territorio pavese.

“Non siamo usciti per ripicca – aggiunge Massimo Barbieri – ma per rivendicare, anzi, il ruolo di guida che deve avere il Consorzio nelle scelte utili alla nostra zona. Avevamo proposto nomi di persone nuove, assieme a qualcun altro che invece ha già operato all’interno del Consorzio, nella corretta direzione e in maniera tutt’altro che indolore”.

“Queste persone non state votate – dichiara ancora Barbieri – e abbiamo preferito fare un passo indietro. Il fatto che ci abbiano seguito tante altre aziende che, come noi, rappresentano la qualità vera della produzione vitivinicola dell’Oltrepò pavese, non solo ci fa piacere, ma dimostra la bontà dei nostri propositi”.

“Torrevilla – chiosa Barbieri – non vuole infatti avere un ruolo di egemonia all’interno del Consorzio. Piuttosto rivendicare un ruolo di valore, anche se minoritario, all’interno dell’organismo consortile. Nulla di personale nei confronti di chi, invece, è stato eletto: semplicemente sono persone che non conosco”.

In mattinata e nel pomeriggio abbiamo cercato inutilmente di raggiungere telefonicamente anche un rappresentante di Losito e Guarini.

Si tratta dell’azienda più rappresentata all’interno del nuovo Consorzio di Tutela Vini Oltrepò pavese: 26.471 quelli racimolati da Renato Guarini.

Un imbottigliatore con sede amministrativa a Lentate sul Seveso, in provincia di Monza e Brianza (zona più nota per il traffico che per il vino). Sito produttivo e magazzino si trovano invece a Redavalle (Pavia).

Ma è in Puglia che si concentra la maggior parte dei vigneti di Losito e Guarini: 980 ettari dislocati in 5 province, contro i 720 ettari oltrepadani. “Al momento non c’è nessuno in azienda”, la risposta alle due chiamate. Attendiamo fiduciosi.

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Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle "cause perse", vivo l'informazione come una missione di vita. E anche per questo ci bevo su

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