VinNatur revolution: “Più terroir nel calice e zero pesticidi”

Ancora più controlli e un’attenzione sempre maggiore al rapporto tra uomo e terroir. Questo l’obiettivo di VinNatur, l’associazione viticoltori naturali, per l’immediato futuro. Una notizia anticipata da vinialsuper nei giorni successivi all’edizione 2018 di Villa Favorita.

Durante l’ultima assemblea dei soci il consiglio direttivo e il presidente Angiolino Maule hanno annunciato un forte aumento dei controlli tra gli associati. Le aziende campione non saranno più dieci, come lo scorso anno, ma cinquanta.

Ognuna di queste verrà sottoposta ad una serie di verifiche eseguite da parte degli enti CCPB, Valoritalia, Suolo e Salute e ICEA, che avranno il compito di valutare il rispetto del disciplinare di produzione Vino VinNatur da parte della cantina, dal terreno alle attrezzatture, dalla vigna all’imbottigliato.

Angiolino Maule e Stefano Zaninotti, biologo di Vitenova Vine Wellness, hanno presentato i numeri della sperimentazione e i risultati delle verifiche realizzate dall’Associazione VinNatur dal 2011 ad oggi.
Lo scopo di queste indagini è di dare al viticoltore alcune informazioni scientifiche accurate sul suo terroir, in modo che questi possa operare per preservare la condizione del suo terreno o attivarsi per migliorarla, imparando sul campo.

“Quanto più togliamo sostanze estranee al vigneto, tanto più ci avviciniamo alla sua vera essenza – afferma Angiolino Maule -. Ma dobbiamo ricordarci che in natura il vuoto non esiste e che ogni volta che io intervengo sul mio terreno subito qualcos’altro si verifica e quindi ne altera l’equilibrio”.

“Attraverso il lavoro che stiamo facendo in collaborazione con Vitenova – precisa Maule – ci proponiamo di migliorare il rapporto tra l’uomo e la terra, in modo che i vini diventino piena espressione del terroir a cui appartengono, con viti più equilibrate, che non necessitano di trattamenti, per preservare l’ambiente vigneto in modo sempre più naturale”.

“In cantina – evidenzia il patron di VinNatur – abbiamo imparato a fare vini senza difetti senza aggiungere null’altro che bottiglia e tappo. Nel vigneto non abbiamo ancora questa conoscenza. Il nostro obiettivo è quello di arrivare ad avere un terreno talmente vivo che la pianta si difenda da sola”.

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