Vino bianco 2017 Zapel, Aldo Rainoldi

(4,5 / 5) Zapel, una mosca bianca tra i rossi della Valtellina. Chiamatela moda, completamento di gamma o scelta di marketing. Fatto sta che la rossa Valtellina si scopre terra di bianchi. Anche al supermercato.

E’ il caso del vino bianco della casa vinicola Aldo Rainoldi di Chiuro (SO), oggi sotto la nostra lente di ingrandimento con la vendemmia 2017.

In realtà non è raro, ormai, trovare bianchi e spumanti prodotti in una delle terre più rappresentative per i rossi della Lombardia.

In particolare, questa etichetta viene prodotta da Rainoldi da oltre 50 anni. La prima annata di produzione, infatti, risale ai Sessanta. Non una novità, dunque, per chi è davvero addentro alle “faccende” del vino valtellinese.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, Zapel 2017 si presenta di un giallo paglierino leggermente velato in superficie, con riflessi verdolini. Il bouquet, al naso, si divide tra una predominanza di note d’agrumi e mela verde, richiami minerali e note di mandorla. Non mancano sbuffi verdi, erbacei, che conferiscono una caratterizzazione “montana” all’olfatto.

In bocca, Zapel impressiona per la verticalità in ingresso. Le note agrumate, già avvertite al naso, qui ricordano più la buccia che la polpa. Ci si mette pure la mineralità a spingere sulle durezze, conferendo al sorso una parvenza pétillant, ovvero di leggera effervescenza.

A ristabilire l’equilibrio ci pensano un centro e un fin di bocca dominato da note più morbide, ammandorlate: le stesse già avvertite al naso, che qui trovano conferma. Zapel 2017 rivela quindi un finale di persistenza più che sufficiente, su note minerali e fruttate mitigate da una rotondità di mandorla.

Un vino che si presta ad accompagnare l’aperitivo, ma che – per caratteristiche – consente anche di osare abbinamenti più arditi e decisamente poco territoriali. E dunque crostacei, pesce e carne bianca impanata.

Interessanti i margini di evoluzione dell’annata 2017, che potrebbe aprirsi – nel giro di qualche mese – a uno spettro ancora più ampio di match in cucina, anche a una temperatura più elevata rispetto a quella consigliata per il consumo (8-10 gradi).

LA VINIFICAZIONE
Interessante il blend di uve col quale compone Zapel. Si tratta di Nebbiolo vinificato in bianco, Sauvignon Blanc e
Chardonnay. Tre vitigni che, con un po’ di allenamento, è possibile individuare sin dall’analisi olfattiva.

La zona di produzione è quella compresa tra i Comuni di Tresivio e Ponte in Valtellina, in provincia di Sondrio. L’esposizione dei vigneti è a Sud, tra i 250 e i 550 metri sul livello del mare. Le viti affondano le radici in un terreno di tipo sabbio-limoso abbastanza profondo, ricco di sostanza organica.

L’epoca di raccolta dei tre uvaggi è differente e dipende dal grado di maturazione dei vitigni. Generalmente, metà dettembre per il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay e metà di ottobre per la Chiavennasca, il nome locale con il quale viene chiamato il Nebbiolo.

La vendemmia, per questa etichetta della casa vinicola Aldo Rainoli, è manuale. La vinificazione avviene in maniera tradizionale, come si confà ai vini bianchi. Dunque fermentazione a temperatura controllata in acciaio Inox, mirata ad esaltare le caratteristiche primarie delle uve (aromaticità e freschezza).

Trattandosi di uve raccolte in epoche diverse, il vino viene assemblato alcune settimane prima dell’imbottigliamento. Zapel viene commercializzato in seguito ad almeno tre mesi di affinamento in vetro.

Prezzo: 7,50 euro
Acquistabile presso: Sigma Superstore

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c'è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, oggi dirigo #vinialsuper. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle "cause perse", vivo l'Informazione come una missione di vita. E anche per questo ci bevo su!

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