Wine (& more) blog

Vinialsupermercato.it, in realtà molto più di un “semplice” wine blog. Tra queste pagine, trattate col rispetto del dovere di cronaca, padroni soltanto della nostra passione – che è vera come è vero il vino – coltiviamo aspirazioni consapevolmente grandi. Ma non per questo impossibili da raggiungere. Lavoriamo ogni giorno al fianco del consumatore, del cliente degli ipermercati, dei supermercati e dei discount italiani. Come grilli parlanti, forniamo una descrizione onesta e professionale del vino presente sugli scaffali della Gdo italiana. Il tutto, attenendoci ai parametri con i quali tutti i sommelier giudicano i vini: esame visivo, olfattivo, gustativo e sensazioni retro olfattive.
Senza dimenticare l’abbinamento col cibo e la corretta temperatura di servizio. Con un linguaggio semplice, diretto, comprensibile, ma non per questo banale. Sull’altro fronte, il nostro impegno è quello di alzare il livello medio del vino in vendita nella Gdo italiana. Il consumatore consapevole esige sempre il meglio e al giusto prezzo.
Il nostro scopo è proprio questo: alzare l’asticella. Da una parte all’altra dello scontrino. Siamo qui per questo.
Se volete, seguiteci.

Viviana:

“Cosa cerchi?” “Cerco un attimo che valga una vita” (Casanova)

Quarantuno primavere suonate, mamma bis e sagittario ascendente “ghiro”. Enoturista per passione, i souvenirs dei miei viaggi sono bottiglie di vino, aneddoti e qualche amico in più. Aspirante sommelier perché la teoria serve, ma le degustazioni tecniche mi annoiano. Si impara di più chiacchierando con i produttori in cantina, che in ore e ore di corsi, tranne quando hai la fortuna di incontrare docenti come il John Keating dell’Attimo fuggente. Se non sono in viaggio, mi trovate a studiare nella corsia dei vini di qualche supermercato.

Davide:

“I due giorni più importanti della vita? Quello in cui sei nato. E quello in cui capisci perché” (Mark Twain)

Trent’anni con la penna in mano, anzi. A dar retta a mia madre, già prendevo appunti quand’era in gravidanza. La prima parola, non a caso, fu “taccuino”: scusa ancora, papà. Una passione per la scrittura che si tramuta in lavoro vero, prestissimo: 16 anni, già dentro e fuori dalle redazioni. E per strada, a consumar le suole e raccontare la cronaca nera della provincia sudovest Milanese. Lo sbarco nel capoluogo e tante brutte avventure di “mala”, che mi costringono a virare verso altri lidi, meno perigliosi. Entro per caso nel mondo della Gdo e mi tuffo così anima e corpo nell’altra passione innata, quella per il vino. Semplice prevedere che un giorno avrei iniziato a scrivere, pure di quello. Cin cin.