Amarone contraffatto all’Auchan: patteggiano in tre per frode in commercio

Prosegue la vicenda dell’Amarone della Valpolicella “Argento” e “Villa Serafin” commercializzati nel 2016 e 2017 dalla Mondello Wines di San Bonifacio di cui già vi avevamo dato conto.

Ieri i legali rappresentanti delle società coinvolte nell’indagine coordinata dal pm Beatrice Zanotti hanno patteggiato davanti al gip Livia Magri. Un accordo sulla pena, con il beneficio della sospensione condizionale, per Emilio Bixio (20 mesi), Davide Camarga (21 mesi) e Samuele Melara (sei mesi) accusati di frode in commercio.

L’indagine, condotta dai carabinieri Forestali di Verona e Tregnago, aveva preso le mosse nel 2016 da una segnalazione che in alcuni ipermercati Auchan l’amarone “Argento” era messo in vendita a un prezzo eccessivamente basso (8.49 euro).

Inoltre il richiamo ad un imbottigliatore inesistente aveva contribuito ad aumentare i sospetti che si trattasse di un prodotto contraffatto. La polizia giudiziaria aveva proceduto al sequestro di 205 bottiglie che si trovavano sugli scaffali e dei relativi imballaggi commissionati dalla Mondello Wines, mentre Auchan aveva provveduto a ritirare il prodotto da tutti i suoi punti vendita e a richiamare quello già venduto.

Le prime verifiche tecniche svolte dall’organismo di certificazione Siquria di Soave e dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, avevano evidenziato la presenza, sotto alcune capsule, di una seconda capsula con un codice che corrispondeva alla Cantina Vini Scic di San Bonifacio (società in liquidazione).

Comunque il vino non aveva i caratteri tipici dell’Amarone, dalle indagini emerse che anche il sigillo di Stato era irregolare e in seguito al riscontro dei documenti di vendita furono individuate le aziende coinvolte nella produzione e commercializzazione ad Auchan.

Nello specifico, la Dpp di Genova, la Mondello Wines srl di San Bonifacio e la Sm Import Srl di Roma. In una fase successiva furono sequestrate anche 676 bottiglie di Amarone Villa Serafin 2004, mentre l'”Argento” era stato anche commercializzato all’estero (poi restituito in seguito dal cliente tedesco). Ieri i patteggiamenti. (notizia da L’Arena)

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