Bianco, rosso, passito da viticoltura eroica: i tre migliori

Tanti assaggi ieri al banco allestito dal Cervim a Palazzo Reale, in occasione di Terra Madre – Salone del Gusto di Torino. Tre, in particolare, i vini che ci hanno convinto, tra quelli premiati dalla giuria nell’ambito del Mondial des Vins Extremes 2018. Ecco il miglior vino bianco, rosso e passito da viticoltura eroica.

Heida Visperterminen Aoc 2015 “Veritas”, St. Jodern Kellerei
Vino bianco raro, di cui i lettori più attenti di vinialsuper hanno già trovato traccia due anni fa, in occasione del nostro reportage in tre cantoni della Svizzera. Heida si conferma, a tre anni di distanza dalla vendemmia, un bianco di assoluta prospettiva.

Vitigno tipico dell’Alto Vallese, cresce su colline ripidissime, a forma d’anfiteatro, che da sole valgono la pena d’un viaggio dalle parti di St Jodern Kellerei, a Visperterminen. Profumo intenso che richiama in maniera netta la soluzione iodica, cui si affiancano sentori di frutta esotica matura, agrumi e delicate note floreali.

Al palato, ingresso decisamente morbido ma pronto a raddrizzarsi grazie a un’acidità viva e a un centro bocca fresco, disegnato sui medesimi rintocchi di frutta avvertiti al naso. Chiusura lunga, tra il minerale e l’agrumato.

Un vino splendido, indimenticabile. Che parla anche un po’ italiano, dal momento che l’enologo della cooperativa St. Jodern Kellerei, Michael Hock, si è formato ad Alba e ha sposato un’italiana. Per lui, la medaglia d’oro al Mondial des Vins Extremes 2018, è “il compimento di un percorso che rende orgoglioso”.

Saperavi Reserve 2010 “Alaverdi”, Badagoni
Torniamo a parlare di Georgia a pochi giorni dalla pubblicazione di un altro nostro reportage, dedicato proprio ai vini georgiani. Badegoni è una delle cantine straniere che hanno fatto incetta di premi del Cervim al concorso mondiale dei vini da viticoltura eroica, edizione 2018.

Ci sentiamo di premiarla anche noi, per lo splendido Saperavi Reserve 2010. I vigneti sono coltivati all’interno del Monastero di Alaverdi, custode dell’antica tradizione di vinificazione nelle anfore interrate, localmente chiamate “qvevri”, patrimonio Unesco.

Si tratta di un vino rosso riserva del 2010 che sembra non aver subito affatto il trascorrere del tempo. Il Saperavi, uva rossa tra le più coltivate in Georgia, conserva tutti i suoi tratti giovanili: vale a dire la sua grande verve fruttata e tannica, che ben si amalgama alle note conferite dai 3 anni di passaggio in piccole botti.

Un vino a cui non manca nulla, se non il piatto davanti, al momento dell’assaggio. Gastronomico, tipico e in grado di maturare almeno altri 10 anni in bottiglia. Un altro vino internazionale da provare assolutamente.

Igt Costa Toscana Ansonica Passito 2016 “Nantropò”, Azienda Agricola Fontuccia
Da una meraviglia del Caucaso a una perla dell’Isola del Giglio. Il vino passito da uve Ansonica di Fontuccia è una vera e propria chicca nel suo genere e nel panorama della viticoltura eroica.

Vendemmia nell’ultima settimana di agosto, con essiccazione delle uve al sole e al vento per 40-45 giorni, conferiscono a questo nettare dei tratti inimitabili in termini di complessità e piacevolezza. Chiedetevi perché si chiama così (“Nantropò”) solo quando vi accorgerete che la bottiglia è finita. In un baleno.

LE CANTINE GDO
Tra i risultati sorprendenti dell’edizione 2018 del Mondial des Vins Extremes, anche la presenza di cantine che operano nella grande distribuzione organizzata, ovvero il mondo dei supermercati.

E’ il caso di Cantina di Bolzano (Kellerei Bozen), ma anche dell’altra altoatesina San Michele Appiano (Kellerei St Michael-Eppan), della cooperativa sarda Sardus Pater e dei valtellinesi Nera Vini (presente col brand Caven Camuna) e Aldo Rainoldi.

Tutte, tra l’altro, premiate dal Cervim con una raffica di medaglie. Una riprova del livello qualitativo raggiunto dai vini Gdo in Italia, prodotti da aziende che puntano all’eccellenza. Anche se l’abbinata “vino” – “supermercato” resta un (triste) tabù per molte cantine.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, dirigo Vinialsuper e WineMag.it (testata dedicata al vino Horeca). Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo l’Informazione come una missione di vita. Anche per questo ci bevo su. Senza guardare l’etichetta.

Commenti

commenti