Corvezzo Winery: vini nel nome del bio


REDAZIONALE
Vini biologici senza compromessi, packaging accattivanti e il desiderio di farsi conoscere (e riconoscere) sugli scaffali del supermercato, grazie all’ottimo rapporto qualità prezzo. Idee chiare per Corvezzo Winery, giovane cantina di Cessalto (TV) dall’impronta “green” e “organic“, nonostante la considerevole capacità produttiva (4,2 milioni di bottiglie per circa 200 ettari vitati, 100% bio).

Una folgorazione, quella per l’agricoltura biologica, che ha colpito Giovanni Corvezzo sulla “via di Damasco” della Francia. “In occasione di un tour alla scoperta dei vigneron della Borgogna, di Bordeaux, così come della Provenza – spiega il titolare della cantina trevigiana – sono rimasto stupito dalla bontà dei vini prodotti nel segno della sostenibilità. Così, al mio ritorno in Veneto, ho deciso di dare questa impronta anche a Corvezzo Winery”.

La cantina – grazie a investimenti pari a 7 milioni di euro in meno di dieci anni – è passata dalla “lotta integrata”, praticata dagli anni 80 al 2010, alla totale conversione bio dei vigneti e della produzione.

Un percorso che si è concluso nel 2017, a tre anni dall’ottenimento della certificazione. Non senza rinunce. Lo staff è stato completamente rivoluzionato. Oggi Corvezzo può contare su un agronomo d’esperienza come Filippo Scortegagna, che coordina un pool di cinque “capi area”.

Fondamentale l’innovazione tecnologica, che ha portato la winery trevigiana a ridurre sensibilmente il numero di trattamenti in vigna, grazie a un sofisticato sistema di centraline meteorologiche e a metodi efficaci ed “eco-compatibili” come la confusione sessuale. Le viti, inoltre, non vedono insetticidi da ormai 4 anni. Ma non è finita qui.

Con circa 2 ettari allevati a Sauvignon Kretos, Corvezzo Winery si candida a protagonista anche nel mondo dei Piwi, le varietà di vite resistente alle malattie fungine, come la peronospora o l’oidio. L’imbottigliamento della prima etichetta avverrà il prossimo anno, grazie ai frutti di due appezzamenti, situati nel comune di Cessalto.

L’attenzione in vigna si riversa in cantina, dove viene contenuto al massimo l’uso dei solfiti. La prossima frontiera, almeno su una porzione della produzione, potrebbe essere la biodinamica. Una filosofia a cui è particolarmente avvezzo l’enologo consulente Fabio Bigolin (a Cessalto dal 2001), che affianca il giovane “resident” Andrea Toffoli, classe 1987.

Interessanti le sperimentazioni sul vitigno Incrocio Manzoni: le vendemmie 2015, 2016 e 2017 riposano tuttora nelle preziose vasche di cemento, che la cantina ha deciso di conservare. Novità in vista anche dal punto di vista strutturale, con l’ormai prossima inaugurazione dell’edificio che ospiterà, oltre alla rimessa dei mezzi agricoli, anche i nuovi uffici.

L’HAPPY FARMER E L’ESPANSIONE IN GDO

“Il know-how acquisito in questi anni – sottolinea Giovanni Corvezzo – ci ha reso leader di settore nella produzione di Prosecco biologico e Pinot Grigio biologico. Siamo convinti che un vino buono debba anche essere rispettoso dell’ambiente e della salute dei consumatori”.

Non poteva mancare un tesimonial. “Abbiamo chiamato ‘Happy Farmer‘ il nostro ‘ambasciatore’ del Prosecco Bio nel mondo. È presente su tutte le nostre bottiglie: una sorta di gadget, che aiuta il consumatore a riconoscere i nostri vini e li guida alla scoperta dell’agricoltura bio”, spiega il responsabile Marketing di Corvezzo, Mattia Granzotto.

“Il nostro sito web didattico spiega in modo semplice i vantaggi dell’agricoltura biologica. E sul sito è presente il link al blog in cui Giovanni Corvezzo racconta la propria esperienza con la produzione di vini Bio”, conclude Granzotto.

La novità assoluta è la linea di vini destinati alla Grande distribuzione organizzata, dal packaging accattivante sin dalla forma della bottiglia, intagliata in modo tale da ricordare le linee sinuose dei vigneti.

“Il focus principale sarà sul Prosecco spumante Doc Treviso biologico e sul Prosecco frizzante Doc Treviso biologico – commenta Niccolò dalla Colletta, sales & export manager della cantina Corvezzo – ma la scelta che molti retailer hanno già fatto è quella di affiancare loro anche la Cuvée di Glera, Pinot Bianco e Chardonnay: tutti vini dal rapporto qualità prezzo incredibile, che dipende ovviamente anche dai quantitativi degli ordini da parte dei buyer”.

Le referenze sono già disponibili su scala nazionale nei supermercati Bennet, mentre è ormai prossimo l’accordo con Coop. In Veneto, i vini di Corvezzo Winery sono reperibili anche in alcune insegne regionali. Accattivanti i prezzi, tutti sotto ai 7 euro.

Una cantina al passo coi tempi, Corvezzo Winery, che guarda con attenzione alla crescita (a doppia cifra) del vino biologico in Italia. Secondo i dati più recenti forniti dall’istituto di ricerca IRI in esclusiva per Vinitaly, nei primi mesi del 2019 sono aumentate sensibilmente le vendite dei vini e degli spumanti biologici, sugli scaffali della grande distribuzione organizzata.

Il tasso di crescita è rispettivamente del 18% e dell’11,8%, anche se le vendite nei supermercati sono ancora limitate a circa 5 milioni di litri l’anno. Lo spazio per un ulteriore sviluppo del segmento, come dimostrato alla tavola rotonda organizzata da Veronafiere in collaborazione con IRI, a margine del Gdo Buyers Club di Vinitaly 2019, c’è. Ed è di un colore preciso: il “green”.

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