Franciacorta Brut Satèn Docg 2012, Contadi Castaldi

5 out of 5 stars (5 / 5) Cinque “cestelli della spesa” per quello che può essere considerato uno degli “Champagne italiani”, al supermercato. Se li aggiudica il Franciacorta Brut Satèn Docg 2012 di Contadi Castaldi, sugli scaffali di Auchan.

Ma cominciamo con una curiosità: per scoprire la data esatta della sboccatura – ovvero il momento nel quale vengono eliminati dalla bottiglia i lieviti inattivi, prima del rabbocco con vino e zuccheri di dosaggio – occorre osservare l’etichetta posteriore.

Nel campione degustato da vinialsuper compare la scritta L.262/13-334164. Leggendo le cifre da destra a sinistra, il “4” rappresenta un numero interno alla Contadi Castaldi, che non va considerato. Notiamo poi un “16”: l’anno in cui è avvenuta la sboccatura. Ancora prima un “334”, che rappresenta il giorno esatto in cui è avvenuta la sboccatura: il 334° dell’anno 2016.

Si deduce così che la sboccatura del Franciacorta Brut Satèn Docg 2012 Contadi Castaldi, oggi sotto la lente di vinialsuper, è avvenuta il 29 novembre 2016. Ora vediamo cos’ha da raccontare il prodotto.

LA DEGUSTAZIONE
Bell’aspetto per questo Metodo classico franciacortino. Il calice si veste di un giallo paglierino di brillante limpidezza, con riflessi dorati. La grana del perlage soddisfa al meglio tutti i parametri: molto fine e molto persistente.

Il naso è uno di quelli capaci di divertire, nel susseguirsi dei sentori. Alla classica impronta del lievito (crosta di pane) fanno spazio note agrumate di buccia di limone e zenzero candito. Un quadro che si arricchisce di percezioni più profonde, capaci di giocare sull’altalena con quelle floreali fresche (biancospino): mentuccia, salvia. Rendono complesso l’olfatto pregevoli note di frutta secca, come quelle di arachidi.

In bocca, l’ingresso del vino non tradisce il nome: Satèn, si riferisce appunto alla percezione carezzevole, “setosa”, del perlage al palato. Una sensazione che accompagna un sorso di gran finezza. Di nuovo gli agrumi, seguiti dal miele. Sapidità presente, ma tutt’altro che dura. E in perfetto equilibrio sul contraltare dell’acidità.

Lunghissimo il retro olfattivo in cui le note agrumate si ammorbidiscono, accompagnando l’infinita vena balsamica. La chiosa è tipicissima per l’uvaggio: una mandorla, che si fa quasi “lattosa”. Versatile questo spumante metodo classico nell’abbinamento in cucina. Perfetto a tutto pasto, per la sua versatilità, accompagnamento dagli antipasti a base di verdure alle fritture di pesce, passando per i crostacei e i primi con sughi non troppo ricchi.

LA VINIFICAZIONE
Il Franciacorta Brut Satèn Docg 2012 Contadi Castaldi è ottenuto al 100% da uve Chardonnay. Le viti sono allevate col metodo Guyot, Casarsa e Cordone Speronato, con una densità di impianto di 3-5 mila ceppi per ettaro e una resa di 95 quintali di uva per ettaro. La resa in vino è pari al 60% (57 hl/ha). L’età media delle viti è di 20 anni.

La vendemmia delle uve Chardonnay avviene tra la fine del mese di agosto e l’inizio di settembre. La tecnica di vinificazione, in cantina, prevede una decantazione statica a freddo, inoculo con lieviti selezionati e fermentazione di 20 giorni in acciaio inox.

La fermentazione malolattica viene svolta solo parzialmente. Il primo affinamento avviene nell’arco di 7 mesi, in parte in acciaio e parte in barrique. La stabilizzazione è statica, a freddo. L’imbottigliamento (tiraggio) avviene nel mese di maggio.

L’affinamento sui lieviti varia dai 30 ai 36 mesi, con sboccatura prevista dalla fine del mese di novembre. Segue un periodo di ulteriore affinamento in bottiglia, per almeno 3-4 mesi. “Fresca”, dunque, la sua presenza sugli scaffali del supermercato.

Prezzo: 21,90 euro
Acquistato presso: Auchan

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortone
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo oggi Vinialsuper.it e WineMag.it. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo il mestiere come una missione e una delle più alte forme di altruismo. Edito con cadenza annuale la guida ai migliori vini Gdo, in collaborazione con la redazione.

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