Il vino al supermercato non è una sottospecie. Luca Maroni e Il Gambero Rosso in difesa delle etichette della Gdo… E di Lidl

Non chiamatela (più) “serie b”. I vini in vendita al supermercato sembrano da sempre, forse per qualche beffardo gioco del destino, godere di vita propria nel panorama enologico nazionale. Una vita triste. Da eterni comprimari. All’ombra delle enoteche. Dei grandi nomi. Delle grandi etichette. E dei grandi giudizi dei grandi commentatori del nettare di Bacco. Ma da oggi la storia potrebbe cambiare. Il Rinascimento del vino al supermercato passa da qualche battesimo e da qualche funerale. Il Gambero Rosso e il noto critico Luca Maroni, in un’intervista esclusiva rilasciata a vinialsupermercato.it, si schierano compatti in difesa del vino “da scaffale”. Benedicendolo. Decretando così in maniera netta, scientifica, l’ora del decesso di tanti miti e false credenze che vorrebbero il vino “da supermercato” letteralmente genuflesso a quello distribuito mediante altri canali. “E’ fondamentale trovare buon vino al supermercato – commenta Luca Maroni, degustatore tutt’altro che snob, sin dal 1987 – ed è fondamentale che qualcuno dedichi la propria cronistica attenzione alla selezione proposta dai supermercati. Quanto alla economicità dei vini in supermercato, da parte mia trovo abbia la stessa identica dignità e degnità d’azione chi ricarica fino a centinaia di volte il prezzo di produzione, come chi decide invece di guadagnare assai meno da ogni singola bottiglia mirando ad una più vasta diffusione”.

Lo spunto di questa riflessione nasce dall’incontro, fortuito, casuale, che noi di vinialsupermercato.it abbiamo fatto con una bottiglia di “Passo dell’Orso” Montepulciano d’Abruzzo Doc Biologico 2013, prodotto da Enoitalia e imbottigliato da Torre Massea a Popoli, Pescara, nel pieno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, distribuito sugli scaffali di Lidl all’accattivante prezzo pieno di 3,49 euro. Un vino che Luca Maroni conosce bene, come dimostra l’etichetta pubblicitaria che reca una sua valutazione di 94/100 sul suo Annuario dei Migliori Vini Italiani 2014. “Il produttore – spiega Maroni – mi ha chiesto la certificazione di tutta la produzione, oltre all’invio di un numero imprecisato dei collarini che sono stati apposti alle bottiglie. Non c’è stato dunque alcun contatto diretto con Lidl, che ha agito direttamente attraverso l’azienda produttrice”. Quanto al prezzo di vendita, Maroni tiene a precisare che “è ipotizzabile che Lidl ricarichi circa il 30 o 40% sul prezzo di acquisto, stimabile attorno ai 2,50 euro”. “Ma esistono vini ancora più economici di questo – continua il critico – e penso che taluni produttori, su talune etichette, si contentino di guadagnare il minimo o di andare al massimo in pari, impegnando tal ricavi per ammortizzare i costi fissi di produzione e marginare di più su altre linee di prodotti. La stupenda forza e pura libertà del vino di oggi è che comunque, produrre vera qualità è ovunque possibile prescindendo da qualsiasi economica costrizione. E il fatto che l’Italia sia in grado come i più avanzati e nuovi Paesi di produrre vini eccellenti a costi davvero competitivi è uno dei più preziosi miracoli del compiuto rinascimento Vitoenologico italiano. Ciò di cui andar fieri ed esser grati ai nostri produttori”.

NON DITELO A SLOW FOOD
Parole che lasciano poco spazio a interpretazioni, che ribaltano per esempio la “frittata” di associazioni come Slow Food, che attraverso il magazine Slow Wine demonizzano letteralmente il vino posto in vendita al di sotto di cifre che, soprattutto in tempi di crisi, non risultano alla portata di tutti i winelovers o bevitori occasionali. A farne le spese, per esempio nei mesi scorsi, il cantante e produttore di vino Al Bano Carrisi, che dal padre ha ereditato una vigna a Cellino San Marco. Critiche che, forse, non tengono conto che il mondo (del vino) in Italia è profondamente cambiato e sta tentando di tenersi al passo coi tempi. E stare al passo col tempi, nel 2015, per qualsiasi azienda, significa sviluppare un marketing efficace. Chiedere per credere alla catena tedesca della Gdo Lidl, che per stracciarsi via l’immagine da “discount” e ricoprirsi della dignità d’un “vero supermercato”, da anni sta impiegando molte risorse in questo campo. Un repulisti, o meglio un rivestirsi, che passa anche attraverso il ruolo che ha scelto di affidare al Gambero Rosso, vero e proprio riferimento nazionale ed internazionale dell’enogastronomia.

“Nell’estate 2014 – spiega il direttore commerciale Francesco Dammicco – Lidl Italia ci ha chiesto di assaggiare i prodotti di marca privata, sia alimentari che vino, a marchio Lidl. Una valutazione basata molto sul rapporto qualità prezzo. Abbiamo deciso di aderire, ricevendo dalla catena tedesca una campionatura di vini della quale non conoscevamo i produttori. Il responso è stato dunque fornito in totale trasparenza e ha dato vita a una selezione di buoni prodotti, sempre nell’ottica qualità prezzo, che vengono indicati con apposita cartellonistica nei punti vendita della catena, con la concessione dell’utilizzo del nostro marchio”. Quello tra Lidl e Gambero Rosso è un accordo su base triennale, che ha avuto i suoi primi effetti pubblicitari a partire dall’autunno 2014 e che si esaurirà nel 2017. E a chi critica il Gambero Rosso per questa scelta, Francesco Dammicco risponde senza mezzi termini. “In 29 anni d’attività, anniversario che tra l’altro compiremo domani – dichiara il direttore commerciale – abbiamo costruito la credibilità del nostro marchio sul rigore nelle valutazioni e sul mancato condizionamento da parte dei nostri investitori. Quindi noi assaggiamo vini e ogni anno scontentiamo, o facciamo contenti, i nostri investitori. Abbiamo voluto accettare la sfida proposta da Lidl Italia perché la catena tedesca non si è presentata nei nostri confronti come discount, bensì come un supermercato low cost, che intende offrire il massimo della qualità al prezzo più basso. Chiaramente stiamo parlando di vini che vengono prodotti, come del resto i latticini e i formaggi, da aziende italiane che producono tirature speciali esclusivamente per Lidl”.

COMUNICARE IL VINO
D’Ammicco (nella foto) tiene anche a precisare che “Lidl non ha partecipato alle degustazioni, accettando le nostre valutazioni, anche su prodotti sui quali non abbiamo permesso di apporre il nostro marchio di selezione”. Dunque, sul vino al supermercato, anche il Gambero Rosso non ha dubbi. “Dal 1991 – evidenzia il direttore commerciale – realizziamo la Guida Berebene, che raccoglie tutti i migliori vini con un prezzo inferiore ai 10 euro al pubblico, considerato come quello di partenza per i vini da enoteca con ricarico medio del 30-40 per cento. E’ chiaro che in Gdo questi vini possano avere prezzo anche inferiore, legato alle strategie promozionali dei vari gruppi. Questa pubblicazione è dedicata al vino di consumo più frequente. Non stiamo parlando di Gaja, ma possiamo ormai affermare che il cliente del supermercato trova ormai sugli scaffali vini di qualità, a un prezzo conveniente”. “Per noi – sottolinea Dammicco – quello della Gdo è uno dei mercati del vino, forse non valorizzato fino in fondo. E forse anche per colpa della grande distribuzione stessa, che a volte stressa troppo i prezzi d’acquisto e spinge le cantine a non fornire o a fornire poche quantità in singole zone. Crediamo comunque nell’importanza che la Gdo abbia un buono scaffale di vino, per gli acquisti di tutti”. E infine i consigli per gli acquisti. “Mi diverto al supermercato nel vedere i clienti che passano più d’un quarto d’ora davanti alle bottiglie – chiosa Francesco Dammicco – indecisi se acquistare o meno questa o quella bottiglia. Del resto non è facile scegliere. In Italia le cantine non fanno un’azione di comunicazione sulla Gdo. E la Gdo stessa, spesso non è in grado di presentare al meglio il vino. Suggerisco dunque di comprare consultando BereBene o siti specializzati come questo…”. Ottimi spunti da cui ripartire, insomma. Da domani, palla al centro.

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, dirigo Vinialsuper e WineMag.it. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo l’Informazione come una missione di vita. Anche per questo ci bevo su. Senza guardare l’etichetta.

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