Impatti climatici sul futuro del vino: se ne è parlato al Merano Wine Festival

Merano – Si è svolta ieri oggi pomeriggio al Teatro Puccini di Merano, in occasione del Merano Wine Festival, la tavola rotonda organizzata da Helmuth Köcher  “Il futuro del vino tra cambiamenti climatici, nuove opportunità nella produzione e aspettative dei consumatori”.

Il convegno ha rafforzato la missione del Merano WineFestival che si riconferma laboratorio di pensieri da sviluppare per far fermentare idee e soluzione per il futuro.

Hanno partecipato Stevie Kim, Luca Gardini, Luciano Ferraro, Oscar Farinetti, Joe Bastianich, Luigi Moio, Matilde Poggi, Walter Massa, Adua Villa, Luciano Pignataro, Andrea Gori, e il climatologo meranese professor Georg Kaser il quale ha aperto il suo intervento con una serie di preoccupanti dati scientifici che confermano i due modelli di clima di Lee Hannah, climatologo di Conservation International.

CLIMA E IMPATTI SULLE AREE VINICOLE
Gli studi ipotizzano che le regioni vinicole più importanti del mondo, dal Cile alla Toscana, dalla Borgogna all’Australia vedranno diminuire le loro aree coltivabili dal 25% al 73% entro il 2050. Ciò costringerà i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, eliminando le specie vegetali e animali locali.

Attualmente, secondo Kaser, il mondo si sta indirizzando sul peggiore delle due proiezioni con impatti devastanti per la nostra vita e in particolare per la viticoltura. Anche un aumento di temperatura di 1,5 gradi avrebbe delle conseguenze gravi sulla coltivazione della vite e sulla qualità del vino, e non solo.

Per questo motivo la società dovrebbe cambiare immediatamente le proprie abitudini, altrimenti sarà il clima a cambiare la società in modo drastico.

LE OPINIONI DEI RELATORI
Oscar Farinetti, patron di Eataly e produttore di vino ha sottolineato quanto sia importante cambiare il modo di vivere,  risolvere i problemi non con le regole ma con i sentimenti umani. Passare dal senso del dovere a quello del piacere. Compiere gesti responsabili, comportarsi bene nel rispetto della natura e di sé stessi. Ragion per cui la sua azienda vitivinicola è stata convertita e certificata 100% biologica.

Secondo Luciano Pignataro, giornalista, scrittore e gastronomo, la sensibilità sui temi ambientali e sulla salute rappresenta un valore aggiunto e per Matilde Poggi, presidentessa della Federazione dei Vignaioli indipendenti, la sostenibilità a tutto tondo fa coesistere la vigna con altre specie vegetali.

A parere invece del produttore Walter Massa, il clima cambierà ma i danni più grandi sono stati compiuti dagli uomini che snaturano il vino.

Per approfondimenti sulll studio sul global warming il report è questo link http://report.ipcc.ch/sr15/pdf/sr15_spm_final.pdf

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