Lombardia, figuraccia e dietrofront: corsia del vino riaperta al supermercato. Acchiappa meriti scatenati

EDITORIALE – Avete presente Sliding Doors, il film diretto da Peter Howitt? Cast spaziale: Gwyneth Paltrow, John Hannah, John Linch. Che c’entra col vino? Nulla, in effetti. Il punto, per chi ricorda la trama, è che ci sono giorni in cui vorrei avere la macchina per tempo. Per scoprire cosa sarebbe successo se avessi fatto “B” o “C”, al posto di “A”.

Mi riferisco, in particolare, all’articolo pubblicato da Vinialsupermercato.it il 17 ottobre scorso, per la precisione alle ore 21.08, a firma Viviana Borriello. La notizia – e soprattutto una delle foto che ritraeva la corsia del vino transennata dalle ore 18, in un punto vendita Bennet della provincia di Milano – è stata ripresa e scopiazzata da varie testate: da Il Fatto Quotidiano, all’ultimo dei blog della provincia di Bari.

Ripensando a come è stato pensato e pubblicato quell’articolo – dinamiche redazionali degne di rodatissime pratiche di smart working – vorrei poter riavvolgere il nastro per osservare cosa sarebbe successo se quell’articolo (il primo di denuncia sull’assurdo provvedimento di Regione Lombardia) non fosse mai stato pubblicato.

Perché? Semplice: perché tra ieri sera ed oggi, 22 ottobre, il Pirellone ha fatto un passo indietro, consentendo nuovamente la vendita di alcolici al supermercato anche dopo le ore 18. Niente più nastro bianco e rosso per impedire l’accesso dei clienti in corsia, per intenderci.

Un dietrofront che, da un lato, costituisce una delle figure più barbine dell’amministrazione leghista sotto la Madonnina. Dall’altro, un motivo per scatenare un intero pollaio di “galletti del giorno dopo“. Quelli pronti a prendersi tutti i meriti dei successi (e del coraggio) altrui.

Basta farsi un giro sul web per leggere i commenti compiaciuti dei soliti noti, milanesi, pavesi e non, abili nel rigirare la frittata e – perché no? – farsi pure un po’ di pubblicità sulle testate giornalistiche amiche, tanto compiacenti quanto acritiche.

Tutto questo non per dire che il merito del dietrofront di Regione Lombardia è di Vinialsuper: ci guardiamo bene dal cadere nella stessa trappola dei professionisti dell’Ego del giorno dopo. Tutta questa pappardella su Sliding Doors e la macchina per tempo, per quei pochi rimasti a leggere sin qui, serve a soltanto a dare a Mario quel che è di Cesare.

Consentitemi questo giro di parole – la smetto in fretta, promesso – per ricordare a tanti smemorati che il primo a muovere un dito a livello istituzionale contro il provvedimento di Regione Lombardia è stato un signor Mario, ma non certo uno qualunque.

Parlo di Mario Piccini, titolare dell’omonima cantina toscana che, per l’ennesima volta, ha dimostrato di avere più palle di tre quarti dei fenomeni che ruotano attorno al mondo del vino italiano, oggigiorno.

Il signor Mario Piccini, bontà sua, senza attendere l’avvento dei soliti due o tre politicanti da quattro soldi (quelli che oggi fanno a gara per i meriti del dietrofront pirellonesco) ha contattato Vinialsuper e annunciato la sua intenzione di prendere posizione contro il provvedimento di chiusura delle corsie del vino del supermercato, dopo le 18.

Cosa che ha fatto nelle ore successive, anche attraverso una lettera indirizzata al governatore Attilio Fontana. Da lì a qualche ora, la nostra testata ha raccolto i pareri (incazzati) di altre cantine italiane, da nord a sud del Paese.

Tra questi – ancora una volta a onor del vero – il più duro è stato Massimo Barbieri di Torrevilla, cantina dell’Oltrepò pavese che si distingue da sempre per un atteggiamento coerente, in uno dei territori del vino italiano più politicizzati, incoerenti, divisi e inconcludenti.

Basti un ultimo dato: l’intervento di Mario Piccini ha preceduto di quasi 24 ore quello, unanime e coeso, del Consorzio di Tutela del Chianti, guidato da un altro personaggio che non le manda certo a dire: il presidente Giovanni Busi.

Fondamentale, in questo quadro di ricostruzione della verità, ricordare che hanno pesato sul passo indietro di Attilio Fontana le divisioni interne nella Lega sui provvedimenti da assumere per contenere i contagi da Covid-19, come il coprifuoco. Evviva tutti i Mario Piccini del vino italiano: pochi, rari, preziosi, veri. Eroici. Cin, cin.

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortone
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo oggi Vinialsuper.it e WineMag.it. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo il mestiere come una missione e una delle più alte forme di altruismo. Edito con cadenza annuale la guida ai migliori vini Gdo, in collaborazione con la redazione.