Marca del Distributore: un acquisto su 5 degli italiani è “private label”

La “Marca del Distributore” (Mdd) continua a crescere. Tanto in Italia quanto all’estero le Private Label dei distributori proseguono un trend di crescita legato al carattere distintivo proprio della Mdd, riconosciuto dal consumatore e sempre più vicino ai temi della sostenibilità.

È quanto emerge dal convegno La Marca del Distributore guida il rilancio sostenibile in Italia e in Europa – I distributori e i produttori in azione organizzato nell’ambito di Marca Digital Session durante il quale è stato presentato il XVII Rapporto MarcabyBolognaFiere a cura di Gianmaria Marzoli, Retail Solutions Vice President Iri.

Nel 2020 i risultati del Largo Consumo Confezionato (Lcc) sono stati fortemente influenzati dalla pandemia. Le limitazioni ai movimenti e le chiusure diffuse sul territorio nazionale hanno significativamente incentivato gli acquisti nei negozi di prossimità a discapito degli ipermercati e accelerato la crescita del canale online.

In questo contesto, il Largo Consumo Confezionato ha segnato un +8,7% in valore guidato proprio dalla Marca del Distributore che ha fatto registrare un +9,6% in valore rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente, raggiungendo gli 11,8 miliardi di euro di vendite.

«La Marca del Distributore in Italia ha contributo alla crescita della Distribuzione Moderna anche in un anno di fortissima discontinuità come il 2020», afferma Gianmaria Marzoli.

«Questo trend di crescita – prosegue Marzoli – si è consolidato ed accelerato grazie alla capacità delle imprese commerciali di adeguare l’offerta ai nuovi bisogni che stanno emergendo e che la pandemia ha ulteriormente evidenziato. La sfida per i prossimi anni sarà proprio questa: continuare nello sviluppo di un’offerta accessibile, economica ed adeguata ai bisogni dei clienti».

Cresce soprattutto la quota di mercato della Marca del Distributore che con un +0,6% rispetto al 2019 arriva a coprire il 20% del mercato in valore, in pratica un acquisto su 5 all’interno della Gdo tradizionale è ormai costituito da prodotti Mdd.

Nel 2020 la crescita è stata sostenuta dall’aumento dei volumi di vendita e mostra un cambio del posizionamento competitivo della Mdd nelle singole categorie consolidandone il ruolo di leadership. In ben 143 categorie merceologiche la Mdd è leader mentre in 294 (circa 2/3 del Lcc) si posiziona nei primi 3 posti.

La penetrazione del mercato da parte della Mdd è molto forte nei prodotti alimentari (99,3% nell’ortofrutta, 55,2% nel freddo, 50,2% nel fresco) e ben posizionata per quanto riguarda carni, cura della casa e cura della persona (rispettivamente 31,9%, 33,7% e 28,7%). Arranca invece nel comparto del Beverage (14,4%) settore legato ad una differente percezione del valore-qualità da parte del consumatore soprattutto per quanto riguarda vino, birra e spirit.

Il XVII Rapporto MarcabyBolognaFiere contiene inoltre un’analisi, eseguita attraverso gli attributi e le caratteristiche dei prodotti rilevati per ogni singolo articolo, sulla sostenibilità della Mdd declinata secondo 3 macro dimensioni: Sostenibilità per la Comunità, Sostenibilità per la Persona e Sostenibilità per l’Ambiente.

Emerge come gli italiani stiano incrementando la spesa per prodotti sostenibili, in particolare ponendo l’attenzione alla “comunità”, scegliendo prodotti 100% di origine italiana e a denominazione geografica. In questo senso la Mdd  attiva una filiera di quasi 1.400 imprese italiane, di cui circa l’85% è rappresentato da pmi.

Una importante possibilità per tante piccole e medie imprese di entrare nel mass market, contribuendo alla tutela del made in Italy, alla difesa della qualità e varietà della tradizione enogastronomica italiana e sostenendo una rete di 235.000 occupati diretti e indiretti lungo l’intera filiera.

Le scelte dei consumatori premiano la Mdd nell’acquisto di prodotti sostenibili in cui gli ingredienti di base del successo risultano essere due: assortimenti in crescita, in un contesto di generale contrazione dell’offerta a scaffale, e un posizionamento di prezzo in grado di garantire maggiore economicità in tutte le varie declinazioni dei prodotti sostenibili.

La ricerca della sostenibilità da parte della Mdd è un vero e proprio trend europeo, come emerge da una ricerca condotta da Iplc presso più di 50 retailer europei di 10 diversi Paesi: Italia, Paesi Bassi, Germania, Svezia, Danimarca, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Spagna e Francia.

«A partire dal 2020 – dice Paolo Palomba, Managing Partner di Iplc Italia – sono state rilevate quasi 900 iniziative sostenibili della Mdd nel nostro continente, che fanno della sostenibilità e del ruolo della Mdd in questo ambito un elemento di primo piano non solo della reputazione, ma anche della competitività delle imprese distributive».

«È emerso chiaramente – conclude Palomba – che i retailer europei sono consapevoli che la Mdd è oggi un criterio prioritario di valutazione e scelta da parte del consumatore del proprio supermercato di fiducia. Una tendenza che conferma quanto sta accadendo in Italia».

I driver del cambiamento sono stati identificati in alcune modifiche strutturali nella dinamica dei consumi, primo fra tutti l’aumento dei pasti consumati a casa, e sono stati riassunti in quattro elementi prioritari che hanno caratterizzato le scelte dei distributori europei: trasparenza con il consumatore, riduzione dei rifiuti, fornitori locali, stile di vita sano.

Tra gli ambiti di intervento rilevati più frequentemente analizzando i comportamenti delle insegne europee, si segnalano l’impegno per la riduzione della plastica a scaffale (22%), la riduzione dello spreco alimentare (19%), il minor utilizzo di additivi nei cibi (19%), il packaging green (14%), la protezione delle foreste (14%) e la pesca sostenibile (12%).

Profilo autore

Giacomo Merlottig.merlotti@vinialsupermercato.it
Ingegnere per formazione, manager per professione, sommelier per passione. Un amore ardente per il whisk(e)y che fluisce attraverso birra e vino. Grande curiosità e voglia di conoscere, che si traduce in voglia di condividere. Perché condividere la cultura arricchisce tanto chi riceve quanto chi dona. Slàinte!