Nuovo disciplinare per Asti Spumante e Moscato d’Asti Docg: più tipologie e menzione “vigna”

Il Ministero dell’Agricoltura ha approvato importanti modifiche al disciplinare dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg. Si introducono così nuove tipologie dell’Asti Spumante legate al residuo zuccherino e viene riconosciuto il valore dei singoli vigneti, dal 2014 Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Nello specifico l’Asti Spumante, oltre alle definizioni Demi Sec, Secco\Dry ed Extra Dry potrò essere prodotto anche nelle tipologie Brut, extra Brut, Brut Nature o Pas Dosé. Inoltre sia il Metodo Martinotti che il Metodo Classico avranno la possibilità di una specificazione aggiuntiva delle sottozone “Santa Vittoria d’Alba” e “Strevi“, due delle storiche enclave in provincia di Cuneo e di Alessandria in cui si coltiva il Moscato bianco.

Infine viene introdotta l’estensione a tutte le tipologie di Asti Spumante, Moscato d’Asti e Moscato d’Asti vendemmia tardiva dell’uso del termine “vigna” seguito da toponimo o nome tradizionale.

“Sono importanti riconoscimenti al nostro territorio – commenta Romano Dogliotti, presidente del Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg – e a un paesaggio che non a caso nel 2014, primo in Italia, l’Unesco dichiarò Patrimonio dell’Umanità. Ora questo orgoglio legato alla nostra terra potrà firmare anche le nostre etichette. In un mercato sempre più competitivo e che rischia l’omologazione è una differenziazione non da poco”.

“L’estensione naturale delle tipologie – prosegue il presidente – ha come obiettivo primario quello di andare incontro a un gusto sempre più differenziato dei consumatori, offrendo un ventaglio più ampio di possibilità diverse dalla versione più conosciuta ‘Dolce'”.

“Non è solo un aspetto tecnico – fa rilevare Giacomo Pondini, direttore del Consorzio – per le aziende che producono e credono nelle tipologie ulteriori rispetto all’Asti Docg ‘Dolce‘, avere la possibilità di valorizzare il vitigno aromatico per eccellenza, il Moscato bianco, tra la gamma completa di residui zuccherini prevista ora dal disciplinare”.

“È uno strumento utilissimo – conclude Pondini – dal punto di vista commerciale, per raggiungere gli estimatori di questa uva, e dei nostri territori, in tutto il mondo. Una chance in più che siamo convinti sarà apprezzata e utilizzata al meglio”.

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