Pasqua Vigneti e Cantine a gamba tesa nel marketing: presentato il primo vino naturale, “Brasa Coèrta”

MILANO – Mettiamola così. Se foste venditori d’auto, verreste a Milano a presentare una Panda o una Rolls-Royce? E se vendeste vino, portereste sotto la Madonnina un’etichetta disponibile al supermercato o un “vino naturale” nuovo e fiammante?

Non hanno avuto dubbi i manager di Pasqua Vigneti e Cantine, colosso da 54,7 milioni di euro di fatturato generato (anche) grazie agli ingenti volumi di vino immesso nel canale della Grande distribuzione. Ma non si dica.

Lunedì, la cantina di Verona ha presentato a Milano la sua ultima etichetta. Si chiama “Brasa Coèrta“, ovvero “Brace coperta”: formula dialettale con la quale, in Veneto, si identifica una persona apparentemente pacifica, che però nasconde qualcosa.

Che quella di Pasqua Vigneti e Cantine sia un’operazione di stampo commerciale è invece chiaro a tutti, senza brace e senza coperta: già, perché si tratta di un “vino naturale”. Avete capito bene.

Da un lato Pasqua inonda i supermercati Lidl e la Grande distribuzione di etichette delle quali non si degna neppure di spiegare (alla stampa e ai consumatori) l’origine delle uve, come denunciato da Vinialsupermercato.it, nei mesi scorsi:

Dall’altro si riempie la bocca di parole come “progetto pilota”, che porterebbe Pasqua “ad essere apripista tra le grandi aziende produttrici”, sentendosi come d’improvviso “responsabile di studiare a fondo come rendere più sostenibile l’agricoltura”.

Un’idea, in realtà, partorita dallo chef del ristorante Trippa a Milano, Diego Rossi, scelto da Riccardo Pasqua come “talento veronese”, nonché come portavoce della campagna stampa della cantina.

“Come pagamento – ha spiegato Rossi all’Ansa – volevo realizzare il sogno del vino naturale. E così è avvenuto”. “A lui si è unito Lorenzo Corino – aggiunge Riccardo Pasqua – che ha sviluppato questo progetto su 1,2 ettari di cui una piccola porzione è stata dedicata alla produzione del vino naturale”.

“Il nostro fatturato è giunto oggi a 55 milioni – ha aggiunto il presidente Umberto Pasqua – e progetti come questo sono quelli nei quali crediamo e che portiamo avanti senza distrazioni”. Come a dire che prima si fanno i soldi, poi si pensa all’ambiente (e, di conseguenza) al vino naturale? Punto di domanda.

IL “VINO NATURALE” DI PASQUA
E mentre aleggia il mistero sulle uve utilizzate da Pasqua Vigneti e Cantine per produrre il vino in vendita nei discount Lidl, è stata invece svelata subito la base varietale del “vino naturale” Brasa Coèrta. Si tratta di Corvina, Corvinone, Rondinella, Cabernet Sauvignon e Merlot che, unite, hanno dato vita a 1.800 bottiglie.

Una chicca degna di Milano e delle grandi testate giornalistiche cui è stato indirizzato l’invito alla presentazione e il comunicato stampa conclusivo. Un testo dettato da Vigneti Pasqua alle redazioni ritenute adatte al progetto commerciale, tra cui non figura ovviamente Vinialsupermercato.it o l’altra del network winemag.it, interamente incentrata sul vino Horeca.

A Pasqua, oltre ad augurare il successo commerciale del suo “vino naturale” e un’altra vita da 54,7 milioni di euro di fatturato diciamo che, almeno noi, il comunicato l’avremmo letto e rivisto, al posto di pubblicarlo con i “trattini” degli “a capo”, come nel caso di una brillante testata considerata degna di ricevere la comunicazione ufficiale della cantina.

Un “caso nel caso” che riportiamo volentieri, qui sotto. Consci, del resto, che è il giornalismo a singhiozzi quello che piace ai big del vino e dell’industria, al giorno d’oggi. Cin, cin.

 

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, dirigo Vinialsuper e WineMag.it (testata dedicata al vino Horeca). Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo l’Informazione come una missione di vita. Anche per questo ci bevo su. Senza guardare l’etichetta.

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