Santero 958 difende “Proxé”. E al telefono della sede parte il sexy jingle


SANTO STEFANO BELBO –
Prima di rispondere alle domande chiede nome, cognome e numero di telefono del chiamante, facendo chiaramente comprendere che se li stia appuntando. Un bel modo per far capire “chi comanda” a chi chiede lumi sull’etichetta “Proxé” di Santero. Ci offriamo di fornire anche il codice fiscale, se necessario.

Poi passiamo al motivo della chiamata: “Presidente Gianfranco Santero, non le pare che l’etichetta ‘Proxé’ di Santero 968 possa trarre in inganno i consumatori?”. In particolare, si faccia attenzione ai colori scelti per la retro etichetta, su sfondo nero (foto sotto).

Tono ironico e strafottente dall’altra parte della cornetta. Quella che offre il presidentissimo, di fatto, è una non risposta: “Prosecco è una cosa, ‘Proxé’ un’altra. Si tratta di un marchio registrato di Santero. Gancia vende ‘Prosé’, altri hanno il ‘Valsecco’ o il ‘Proscato’. Noi abbiamo ‘Proxé’: che problemi ci sono?”.

Per il presidente del colosso da 50 (e più) milioni di euro di fatturato, insomma, quel nome “di fantasia” non ricorda il “Prosecco”, Doc tutelata, con relativo disciplinare di produzione. Siamo noi i maliziosi. A proposito, presidente: con che uve è prodotto ‘Proxé’?

“Ha chiesto anche alla Ferrero gli ingredienti della Nutella? La nostra è una ricetta segreta. E magari ‘Proxé’ è più buono del Prosecco“, risponde quel burlone del ‘Gianfra’. Proxé, di fatto, è un’etichetta destinata ai supermercati: un segmento, la grande distribuzione organizzata, dove l’acquisto avviene spesso di fretta, tra un impegno e l’altro dei clienti.

Ed è in questo contesto che si verificano episodi gravissimi. Tra le insegne che vendono “Proxé” c’è infatti anche Tosano. In un punto vendita della catena veneta, in un mix tra ignoranza e (presumibile) furbizia del responsabile di reparto e del direttore, è stato fotografato un cartello da denuncia: “Speciale Prosecchi“.

Il riferimento, in particolare, è a un altro spumante, che “Prosecco” non è: la Ca’ De Mari Gran Cuvée Brut, prodotta dalla cantina C&C Srl a Villotta di Chions, in provincia di Pordenone, Friuli Venezia Giulia.

Del resto, anche ‘Proxé’ non è un Prosecco, anche se il nome lo ricorda. E Santero 958 non è neppure veneta, ma di Santo Stefano Belbo, piccolo borgo della provincia di Cuneo, in Piemonte. “La nostra ricetta è segreta”, ridacchia e ribadisce il ‘Gianfra’.

Un presidente simpatico. E infatti, certi vini, meglio berli col sorriso. Lo stesso che sarà comparso sul volto delle autorità italiane competenti in materia, al momento di avallare la registrazione di un simile marchio.

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E se l’ironia non basta, Santero ha un’altra arma: l’allusione sessuale spinta. Provate a chiamare la sede e attendere che parta il jingle. Probabilmente si tratta dello stesso utilizzato dal colosso di Santo Stefano Belbo per pubblicizzare il proprio marchio, in radio o sui social.

Mentre attendiamo che il “Gianfra” Santero risponda al telefono, esordendo con l’interrogatorio degno della Gestapo descritto sopra, ecco che parte l’inequivocabile spot.

Quindi ti è piaciuto eh (chiede una donna, ndr)? Indiscreta (replica l’altra, ndr)! Comunque… Da impazzire! Ha carattere, è delicato: l’ho appena sfiorato con le labbra ed ero già emozionatissima (la consecutio, Gianfrà, la consecutio! Ndr). Dai, che voto gli diamo (chiede la prima, ndr)? Mmmmm: 9 5 8 (risponde l’eccitata amica, ndr)”.

Ma che voto è 9 5 8 (chiede giustamente la prima, ndr)? 958 è lo spumante Santero. Le bollicine più sexy all’ora dell’aperitivo. Mmmmm (coretto, ndr). Nove, cinque, otto: che numeri (altro coretto, ndr)!“. Di seguito lo spot reperibile su Youtube, risalente all’ottobre 2015. Buona visione. Cin, cin.

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Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, dirigo Vinialsuper e WineMag.it (testata dedicata al vino Horeca). Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo l’Informazione come una missione di vita. Anche per questo ci bevo su. Senza guardare l’etichetta.

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