Sommelier in Gdo, tutta la verità. La testimonianza shock di un dipendente Esselunga


MILANO –
Sommelier: ora richiesti anche dalla Gdo“. Titolava così nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore, nella sua sezione Food. Tutto bellissimo. Peccato si tratti di un caso eclatante di disinformazione, almeno parziale. A raccontare la vera quotidianità del sommelier in Gdo è un dipendente Esselunga. Dopo aver letto l’articolo del noto quotidiano economico milanese si è rivolto a Vinialsupermercato.it. “Per fare chiarezza”.

“Sarebbe bello, come ho letto sul Sole 24 Ore, che nelle catene della grande distribuzione il sommelier scegliesse i vini, curasse lo scaffale e consigliasse i clienti”, commenta la nostra fonte, cui garantiamo per ovvi motivi l’anonimato.

UNA MANSIONE BISTRATTATA
“In realtà – continua il dipendente Esselunga – queste attività non coprono nemmeno il 10% della mia giornata di lavoro. Spendo il 90% del tempo a sbancalare la merce nei reparti, compresi i pesanti cartoni di detersivi. Spesso capita che debba caricare io stesso quella merce, al posto degli addetti del reparto. Tralasciando così il lavoro per il quale, in teoria, sono realmente pagato”.

La fonte di Vinialsuper dichiara di essere assunta con il terzo livello del Contratto Collettivo Nazionale del Commercio. Un inquadramento che spetta ai responsabili di reparto e agli “specialisti” della grande distribuzione.

Eppure, la figura del sommelier non godrebbe della stessa reputazione degli altri responsabili, nei punti vendita della Gdo. Difficilissimo, infatti, vedere un caporeparto della Salumeria, della Gastronomia o dell’Ortofrutta che carichi brioche, riso, pasta, carta igienica, pannolini o cibo per animali. Ma non è tutto.

“Spesso – continua il sommelier Esselunga – devo scaricare il camion perché il ricevimento merci è scoperto. E devo andare a buttare i cartoni lasciati dai reparti, perché mi viene chiesto dal direttore o da altri responsabili del punto vendita. Lo scaffale dell’enoteca, così, resta vuoto perché non riesco a finire il mio lavoro, considerato forse meno importante”.

Eppure, il cliente Esselunga sembra apprezzare la presenza di un professionista nella corsia del vino del proprio supermercato di fiducia. “Tante persone, ormai, si affidano a me e ai miei colleghi di altri punti vendita per la scelta del vino a scatola chiusa – spiega il sommelier – lasciando a noi la scelta del vino, una volta capiti i gusti e le preferenze”.

Un cliente, quello della Gdo moderna, che è cambiato radicalmente rispetto al passato. “Molti arrivano con la lista della spesa in mano – dichiara la fonte di Vinialsuper – e si affidano a noi sommelier per la scelta del vino corretto in abbinamento al menu che vogliono realizzare, senza addirittura badare a spese”.

“Quello che vi ho raccontato – conclude il dipendente Esselunga – non è il mio caso isolato, bensì l’esatta fotografia dell’attività svolta nei vari store dalle poche decine di sommelier professionisti assunti dalla catena, a fronte di oltre 22 mila dipendenti complessivi”.

L’articolo del Sole 24 Ore fa inoltre riferimento ai “corsi di formazione interni” realizzati da Esselunga “ad hoc in collaborazione con Ais”, l’Associazione italiana sommelier. Un esempio seguito anche da Conad o da Carrefour e Auchan, sulla scorta di quanto già fatto dalle case madri, in Francia.

LA FORMAZIONE INTERNA CON AIS

“Questi corsi – rivela il sommelier Esselunga – non possono assolutamente essere considerati dei veri e propri corsi sommelier. Per diplomarmi sommelier ho dovuto superare tre livelli, in un percorso di studio durato un anno e mezzo”.

“I corsi Ais nei punti vendita Esselunga durano generalmente appena 30 ore e riguardano più che altro il posizionamento e la suddivisione della merce a scaffale, in base alle disposizioni del buyer”.

Eppure, facciamo notare alla nostra fonte, la corsia dei vini di Esselunga è tra le migliori della Grande distribuzione italiana, in termini di profondità dell’assortimento e rapporto qualità prezzo.

“Certamente – replica sarcastico il sommelier – ma quello che non tutti sanno è che, prima che scomparisse, era Bernardo Caprotti in persona a dire l’ultima parola sul vino, assaggiandolo personalmente in ufficio o girando per cantine in tutta Italia”. Chissà cosa direbbe oggi, il patron Esselunga, a fronte di una simile denuncia.

Profilo autore

Davide Bortone
Davide Bortoned.bortone@vinialsupermercato.it
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, dirigo Vinialsuper e WineMag.it (testata dedicata al vino Horeca). Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo l’Informazione come una missione di vita. Anche per questo ci bevo su. Senza guardare l’etichetta.

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