Stop ai punti fedeltà sull’acquisto di vino e alcolici nei supermercati dell’Irlanda

Rivoluzione dei punti fedeltà legati a vino e alcolici nei supermercati dell’Irlanda. Da lunedì 11 gennaio 2021, le insegne Aldi, Dunnes, Lidl, Tesco e Supervalu smetteranno di erogare premi sull’acquisto di wines e spirits.

Una scelta tranchant, pensata per disincentivare l’abuso di alcol. O, meglio, smettere di “incentivarlo” con loyalty, fidelity e rewards point legati alle carte fedeltà del supermercato. Si tratta dei risvolti sul retail delle restrizioni introdotte dal Public Health Alcohol Act 2018, tuttora in via di implementazione in Irlanda.

Vino e alcolici spariranno inoltre dai cataloghi dei premi dei supermercati. Tra le misure, anche diverse limitazioni all’attività promozionale sugli alcolici, indipendente dall’erogazione di punti premio.

Il Public Health Alcohol Act 2018 è l’ultimo capitolo di una lunga scia di provvedimenti riguardanti il consumo di alcolici in Irlanda. Segue di fatto la promulgazione dell’Intoxicating Liquor Act del 2003 e del 2008 e del Broadcasting Act del 2009.

La legge stabilisce il prezzo minimo degli alcolici, con tanto di formula matematica per calcolarlo. Il risultato, espresso in euro e centesimi di euro, si ottiene attraverso la moltiplicazione del “prezzo minimo per grammo dell’alcol”, stabilito in € 0.10, con la “quantità in grammi di alcol contenuta nel prodotto”.

Quest’ultimo parametro è a sua volta legato a una formula: A x B x 0,789, dove “A” è il volume, espresso in millilitri, di liquido contenuto nel prodotto alcolico e “B” il titolo alcolometrico volumico del prodotto alcolico.

Il Public Health Alcohol Act 2018 incide sull’etichettatura degli alcolici prevedendo “l’inclusione di avvertenze per la salute” come “il contenuto di alcol e il contenuto energetico”, espresso in chilocalorie (kcal) e chilojoule (kJ). Non solo.

Obbligatori in etichetta, inoltre, un’avvertenza generica del “pericolo del consumo di alcol” non solo in gravidanza, “del legame diretto tra alcol e tumori mortali”, e sulla “quantità in grammi di alcol contenuta nel prodotto”.

Un’altra novità del labelling riguarda l’indicazione dei “dettagli di un sito web, che deve essere stabilito e mantenuto dall’Esecutivo, che fornisce informazioni sulla salute pubblica in relazione al consumo di alcol”.

Implementata anche la regolamentazione di concessioni e rinnovi delle licenze di vendita degli alcolici, legate alla previsione di restrizioni della pubblicità e della sponsorizzazione dei prodotti. Iniziative queste, come precisa il ministero per la Salute irlandese, che hanno l’obiettivo di “esporre il meno possibile i minori all’alcol“.

Ecco perché supermercati, discount e pubblici esercizi in generale dovranno sottostare a precise regole anche in termini di esposizione della merce. Da qui la stretta all’attività promozionale e ai punti fedeltà delle insegne Gdo.

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Davide Bortone
Davide Bortone
Nato con la penna in mano, poi c’è finito pure un calice. Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo oggi Vinialsuper.it e WineMag.it. Segno Vergine allergico alle ingiustizie, innamorato delle cause perse e del blind tasting, vivo questo mestiere come una missione per conto del lettore. Edito con cadenza annuale la “Guida Migliori Vini al Supermercato" e la "Guida Top 100 Migliori vini italiani" Horeca di WineMag.it, in collaborazione con la redazione, e partecipo come giurato a concorsi enologici internazionali. Nell’ultimo anno ho curato la selezione vini esteri per un importatore leader in Italia. Apprezzi indipendenza e qualità dell’informazione? Sostieni il network Vinialsupermercato.it - WineMag.it con un euro al mese