Il Teroldego illustrato alla Fondazione Edmund Mach

Il Teroldego, da sempre considerato il principe dei vini trentini, è stato al centro ieri e oggi a San Michele della due giorni di studio e degustazione organizzata dal corso enotecnici della Fondazione Mach. Ieri si è svolta la prima edizione della rassegna didattica che ha coinvolto 40 cantine trentine e 62 vini, attentamente valutati da una commissione composta da studenti, docenti ed esperti. Oggi è stata la volta del convegno enologico con produttori e ricercatori che ha evidenziato le potenzialità viticole ed enologiche del vitigno. L’incontro di oggi è stato moderato da Massimo Bertamini, responsabile della sezione post-secondaria e universitaria, che ha sottolineato l’importanza di valorizzare il vitigno autoctono e ha portato il saluto del presidente Andrea Segrè secondo il quale il Teroldego rappresenta un interessante ”caso di studio da rivolgere alle nuove generazioni”. Elisabetta Foradori dell’Azienda di Mezzolombardo ha parlato della sua esperienza di produttrice da oltre 30 anni di Teroldego e ha fornito al pubblico la sua interpretazione personale: ”Il Teroldego – ha detto- è una esperienza agricola con due pilastri fondamentali: la genetica e la biodinamica. Quest’ultima consente di recuperare la fertilità della terra e di mantenere la coltura in equilibrio”.

Mauro Varner, responsabile dell’ ufficio tecnico di campagna Mezzacorona SCA ha parlato della gestione agronomica del Teroldego per migliorare la qualità dell’uva. In particolare, ha illustrato i lavori di microvinificazione fatti negli anni scorsi per definire la quantità ottimale ad ettaro, a seconda delle zone, per raggiungere la qualità minima per la Cantina Mezzacorona. Poi ha affrontato il tema delle diverse tecniche di gestione agronomica (diradamento germogli, taglio delle punte, diradamento grappoli, irrigazione a goccia) necessarie per la qualità del prodotto finale. Giorgio Nicolini, responsabile cantina sperimentale e microvinificazione che afferisce al Centro Trasferimento Tecnologico, ha illustrato nel dettaglio il contributo della Fondazione Mach alla conoscenza tecnologica del vino Teroldego, focalizzando gli aspetti tecnico-enologici: dalla caratterizzazione della composizione chimica di base alle componenti aromatiche sia di rilievo sensoriale sia utili alla discriminazione varietale sia alle componenti fenologiche. Fulvio Mattivi ha presentato la ricerca scientifica che ha riguardato l’influenza della temperatura di conservazione sulla evoluzione della composizione dei vini rossi. Ha ripreso e contestualizzato al vino Teroldego i risultati della ricerca presentata a San Francisco. La ricerca documenta scientificamente i meccanismi con cui il vino conservato in appartamento invecchia prima con un conseguente peggioramento della qualità. In questi giorni una parte degli studenti del corso per enotecnici è impegnata presso l’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi nella competizione Bacco e Minerva, mentre nel fine settimana la classe sesta è promotrice e organizzatrice nel complesso scolastico di San Michele della manifestazione Enomarcia 2016.

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