Vigneti “tailor made” per Cantina Negrar. Accordini: “Così contrastiamo i cambiamenti climatici”

NEGRAR – Temperature più calde, siccità, inondazioni: il riscaldamento globale in atto impone azioni correttive e di adattamento agli eventi meteo estremi, manifestatesi anche in Valpolicella sin dagli anni ’80 del secolo scorso. Una risposta resiliente al problema in viticoltura per Daniele Accordini, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, è quella di pensare ad un vigneto “tailor made”, creato su misura in base ad ogni situazione pedoclimatica.

“ll cambiamento climatico ha imposto nuove modalità di valutazione e analisi nella conduzione del vigneto e, poichè in Valpolicella le vigne si trovano da 80 a 600 metri di altitudine, diventa naturale, se non necessario, che ogni viticoltore possa trovare il miglior modo per dare espressione e valore al proprio vigneto, senza per questo aver paura di snaturare il prodotto Valpolicella”.

“Ben vengano dunque soluzioni come quelle adottate di recente nel disciplinare, che consentono di poter aumentare la percentuale di uve di Corvinone, vitigno che ha dimostrato di essersi adattato molto bene alle nuove condizioni climatiche, specie in collina, nella produzione dei vini Doc e Docg della denominazione”, continua Accordini.

LA VENDEMMIA 2019
Dalle uve della vendemmia 2019, la premessa di vini Amarone “più affini al gusto contemporaneo”. In attesa di verificare i risultati delle future vendemmie della cantina cooperativa negrarese che, grazie ai 230 soci viticoltori, lavora circa 700 ettari di vigneto dislocati soprattutto nelle colline della Valpolicella Classica, Accordini anticipa le sue considerazioni sulla vendemmia 2019, iniziata una decina di giorni più tardi e con volumi ridotti del 15-20 per cento rispetto al 2018.

“La vendemmia in Valpolicella ci riserva sempre delle sorprese, dopo anni di grande caldo nella fase di maturazione finale, in cui veniva privilegiato l’accumulo zuccherino rispetto a quello aromatico, abbiamo avuto, finalmente, un’annata in cui le basse temperature, unite alle escursioni termiche elevate, hanno consentito un ottimo accumulo di sostanze coloranti e una buona acidità”.

“Nonostante le abbondanti piogge del mese di maggio, le uve sono sane e spargole, particolarmente adatte, quindi, all’appassimento dell’Amarone. Avremo quindi vini con espressioni più territoriali, di maggior longevità e freschezza”.

“Caratteristiche queste adatte a produrre vini Amarone dal gusto più contemporaneo e moderno – conclude Accordini – ricercato oggi dai consumatori. Adesso, come sempre, siamo nelle mani del meteo, che se ci regalerà  giorni freschi e ventilati, consentirà di trovare riscontro a queste premesse, prima nelle uve e poi nei vini”.

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